Xi Jinping a Pyongyang per frenare l’asse Corea-Russia
Il presidente cinese Xi Jinping è atteso a Pyongyang nelle prossime settimane per quella che rappresenta la prima visita di alto livello dopo cinque anni di isolamento pandemico. Ma questa volta le dinamiche sono cambiate: Pechino deve fare i conti con una Corea del Nord più ricca, più sicura di sé e soprattutto più vicina a Mosca di quanto vorrebbe ammettere.
Un’alleanza che preoccupa Pechino
L’asse tra Pyongyang e Mosca si è consolidato negli ultimi diciotto mesi, con la Corea del Nord che fornisce alla Russia oltre 5 milioni di proiettili d’artiglieria e missili balistici per la guerra in Ucraina. In cambio, Kim Jong-un ha ottenuto tecnologia militare avanzata, petrolio a prezzi vantaggiosi e soprattutto liquidità. Fonti dell’intelligence sudcoreana stimano che questi contratti abbiano portato nelle casse nordcoreane tra 1,7 e 2,3 miliardi di dollari.
E non è solo una questione di soldi.
Una Corea del Nord meno dipendente
Per decenni la Cina è stata l’ancora di salvezza economica di Pyongyang, controllando oltre l’80% del commercio estero nordcoreano. Ora quella percentuale è scesa al 65%, con la Russia che colma il vuoto. Il regime di Kim ha riaperto i confini, riavviato il commercio e mostrato nei video di propaganda una popolazione meglio vestita e negozi più forniti. Vero o costruito che sia, il messaggio è chiaro: non dipendiamo più solo da voi.
“La Cina sta perdendo la sua tradizionale leva su Pyongyang”, ha dichiarato un funzionario del ministero degli Esteri cinese a condizione di anonimato. “Dobbiamo ricalibrarr la nostra strategia.”
Il calcolo di Xi
La visita di Xi serve a ristabilire l’influenza cinese e a ricordare a Kim che Pechino resta il partner indispensabile. But it won’t be easy. La Russia offre quello che la Cina non può o non vuole dare: tecnologia militare sensibile per il programma nucleare e satellitare nordcoreano. Mosca ha bisogno di munizioni, Kim ha bisogno di legittimazione internazionale. È un’equazione che funziona troppo bene per i gusti di Pechino.
Yet Xi non può permettersi di spingere Kim ancora più tra le braccia di Putin. La stabilità della penisola coreana resta una priorità per la Cina, e una Corea del Nord troppo imprevedibile o belligerante non serve agli interessi di nessuno. Nei prossimi mesi si capirà se Pechino riuscirà a ribilanciare questa triangolazione sempre più complessa.
