Difende l’amico rapinato e muore dopo 8 giorni: arrestato l’aggressore

Voleva solo proteggere il suo amico. E per questo è morto. Un uomo di 35 anni è deceduto all’ospedale Gemelli di Roma dopo otto giorni di agonia, colpito con un cacciavite durante una rapina alla stazione Termini. La polizia ha fermato il presunto aggressore nel giro di poche ore dalla morte della vittima.

Cosa è successo alla stazione Termini

Era una serata come tante, attorno alle 22:30 di giovedì scorso. La vittima, un romano di 35 anni di cui le autorità non hanno ancora diffuso il nome per rispetto della famiglia, si trovava con un amico sui binari della stazione centrale quando un uomo li ha avvicinati con fare minaccioso. L’aggressore, un 28enne senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine, ha tentato di rapinare l’amico strappandogli il telefono dalle mani. Il 35enne è intervenuto per difenderlo. Una scelta che gli è costata la vita.

L’aggressore ha estratto un cacciavite e lo ha colpito alla testa con violenza. Poi è fuggito a piedi verso via Giolitti. L’amico ha chiamato immediatamente il 118.

Otto giorni in rianimazione, poi la morte

I sanitari del 118 lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Gemelli, dove è stato ricoverato in terapia intensiva con un grave trauma cranico. Ma i medici non hanno potuto fare molto. Dopo otto giorni in cui la famiglia ha vissuto appesa a ogni bollettino medico, il cuore del 35enne ha ceduto la mattina del 14 luglio.

È morto per aver fatto la cosa giusta.

Arrestato l’aggressore: chi è

Gli investigatori della Squadra Mobile di Roma hanno identificato e arrestato il presunto responsabile entro 48 ore dalla morte della vittima. Si tratta di un cittadino straniero di 28 anni, irregolare sul territorio italiano, con diversi precedenti per furto e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato trovato in un dormitorio a pochi chilometri dalla stazione. Nelle tasche, ancora il cacciavite usato nell’aggressione.

«Abbiamo lavorato sulle immagini delle telecamere di sorveglianza e sulle testimonianze presenti sulla scena», ha dichiarato un funzionario della Questura di Roma. «L’identificazione è stata rapida grazie alla collaborazione dei presenti.»

Cosa succede adesso

Il 28enne è stato portato nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di omicidio volontario aggravato e rapina. Il pubblico ministero titolare del fascicolo sta valutando se contestare anche l’aggravante dei futili motivi. La procura di Roma ha aperto un fascicolo e nelle prossime settimane verrà fissata l’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari.

Intanto la famiglia della vittima, assistita da un legale, ha già annunciato che si costituirà parte civile. La stazione Termini, crocevia di migliaia di persone ogni giorno, torna al centro del dibattito sulla sicurezza nei trasporti pubblici romani. Un dibattito che evidentemente non si riesce ancora a chiudere.

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