Andy Burnham e la nostalgia britannica: quando il passato guida il voto

La nostalgia è diventata una forza politica reale nel Regno Unito. E Andy Burnham, sindaco della Grande Manchester, lo sa benissimo — forse meglio di chiunque altro nella sinistra britannica.

Il fenomeno della nostalgia elettorale

Non è solo sentimentalismo. Negli ultimi dieci anni, da Brexit in poi, il rimpianto per un’Inghilterra che non esiste più — o che forse non è mai esistita davvero — ha mosso milioni di voti. I sondaggi del think tank UK in a Changing Europe mostrano che circa il 52% degli elettori over 50 cita «valori tradizionali perduti» tra le prime tre preoccupazioni politiche. Un numero che non si può ignorare.

Burnham ha capito questo meccanismo prima degli altri. Ha costruito la sua reputazione a Manchester parlando di identità locale, di orgoglio operaio, di comunità che lo stato centrale aveva abbandonato. Non è Brexit, attenzione. È qualcosa di più sottile e forse più pericoloso da navigare per un politico progressista.

La trappola del «si stava meglio prima»

Il rischio è evidente. Cavalcare la nostalgia significa spesso strizzare l’occhio a un passato selettivo, pulito, senza le sue contraddizioni. «La gente non vuole tornare agli anni Settanta», ha dichiarato un consigliere del Labour che ha preferito restare anonimo, «vuole ritrovare la sicurezza economica che associa a quegli anni. Sono due cose diverse, ma politicamente si sovrappongono».

Burnham ci cammina sopra come su un filo. Da un lato difende il sistema sanitario pubblico con una retorica che ricorda le grandi battaglie del dopoguerra britannico — fu lui, nel 2014, a combattere strenuamente contro la privatizzazione dell’NHS. Dall’altro propone soluzioni modernissime: trasporti integrati, transizione verde, devolution spinta.

Manchester come laboratorio politico

La Grande Manchester è diventata in questi anni qualcosa di unico nel panorama politico britannico. Con 2,8 milioni di abitanti e un PIL regionale che supera i 75 miliardi di sterline, è abbastanza grande da fare politica seria. Burnham ha unificato i trasporti pubblici, lanciato il progetto «Good Employment Charter» e mantenuto un consenso trasversale che pochi riescono a ottenere oggi.

Eppure anche qui la nostalgia gioca. Le sue battaglie contro il governo centrale durante il Covid — le famose trattative televisive del 2020, quando sfidò Boris Johnson in diretta — erano battaglie per l’autonomia locale. Per far tornare il potere «dove appartiene». Un messaggio potente. Semplice. Nostalgico.

Dove porta questa strada

Burnham è considerato uno dei papabili alla leadership del Labour post-Starmer. Molti lo danno tra i favoriti per le prossime elezioni interne al partito, anche se lui continua a smentire.

Still, la domanda rimane aperta: può la nostalgia essere uno strumento progressista? O finisce inevitabilmente per servire chi vuole chiudere le porte piuttosto che aprirle?

La risposta arriverà nei prossimi anni. E Burnham, nel bene o nel male, sarà al centro di quella risposta.

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