Affitti studenti a Roma: 1.270 euro per una stanza con sedia e cassetti
L’annuncio choc: 1.270 euro per una stanza, sedia compresa
Una stanza. Una sedia. Dei cassetti. E un affitto da 1.270 euro al mese. È questo che il mercato immobiliare romano offre oggi a uno studente universitario che cerca casa nella capitale. L’annuncio, apparso su una delle principali piattaforme di affitti brevi, è stato intercettato e condiviso dallo scrittore e insegnante Christian Raimo sui propri canali social, scatenando in poche ore migliaia di reazioni indignate.
Raimo non ha usato mezzi termini. Nel suo post ha definito la situazione «semplicemente indecente», sottolineando come cifre del genere rendano Roma una città sempre più inaccessibile per chi studia e non ha un reddito proprio. And the numbers back him up, purtroppo.
Una crisi che non è nuova, ma che peggiora
Il caro affitti nella capitale non è una novità. Ma i dati degli ultimi mesi raccontano un’accelerazione preoccupante. Secondo le rilevazioni del portale Idealista, nel 2024 il canone medio per una stanza singola a Roma ha superato i 700 euro mensili nelle zone centrali, con picchi che nelle aree universitarie — Pigneto, Prati, Trastevere, San Giovanni — si avvicinano tranquillamente ai 900 euro. Arrivare a 1.270 euro, però, è un’altra storia.
Yet questo è il mercato reale che trovano decine di migliaia di studenti ogni settembre, quando le università riaprono e la domanda di alloggi esplode. La Sapienza da sola conta oltre 100.000 iscritti. Roma Tre, la LUISS, la LUMSA, l’Università Cattolica: ogni ateneo porta migliaia di fuorisede. E l’offerta non regge.
La risposta politica: ancora timida
«Il problema degli affitti per gli studenti è strutturale e richiede interventi immediati, non solo dichiarazioni», ha dichiarato un rappresentante dell’Unione degli Universitari di Roma, che da mesi chiede al Comune e al governo nazionale misure concrete come il potenziamento dei posti nei dormitori pubblici e incentivi fiscali per i proprietari che affittano a canone concordato.
Ma le risorse restano scarse. I posti letto nelle residenze universitarie pubbliche romane coprono meno del 4% degli studenti fuorisede. Un numero che dice tutto.
Cosa succede adesso
Il post di Raimo ha rimesso al centro del dibattito pubblico una questione che rischia di restare senza risposta concreta. Still, qualcosa si muove: diversi consiglieri regionali hanno annunciato che presenteranno interrogazioni urgenti sulla regolamentazione degli affitti brevi, indicati da molti come uno dei principali fattori di distorsione del mercato.
So, la domanda resta aperta: chi può davvero permettersi di studiare a Roma? Se una stanza con una sedia costa 1.270 euro al mese, la risposta rischia di essere sempre più semplice — e sempre più ingiusta.
