Yemen, Trump rifiuta due volte di aiutare Riad contro gli Houthi
Washington volta le spalle all’Arabia Saudita. Mentre gli Houthi consolidano il controllo su ampie porzioni dello Yemen e minacciano le rotte commerciali nel Mar Rosso, Donald Trump avrebbe risposto con un doppio no alle richieste di Riad di un intervento militare americano per fermare l’avanzata dei ribelli yemeniti. Una scelta che sta rimescolando le carte in tutto il Medio Oriente.
I due rifiuti a Riad che cambiano tutto
Secondo fonti diplomatiche citate da più organi di stampa internazionali, l’Arabia Saudita avrebbe contattato la Casa Bianca in almeno due occasioni nelle ultime settimane, chiedendo un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti per contenere la pressione militare degli Houthi nel nord dello Yemen. Trump, però, ha declinato entrambe le richieste. Non un semplice rinvio, ma un no secco. E questa distinzione conta.
La posizione americana si inserisce in una strategia più ampia di disimpegno dalla penisola arabica, che l’amministrazione Trump sembra perseguire con coerenza, almeno per ora. Gli USA mantengono circa 2.500 militari in Arabia Saudita e sostengono logisticamente alcune operazioni regionali, ma l’impegno diretto sul campo yemenita non è sul tavolo.
Gli Houthi avanzano, il vuoto si allarga
Sul terreno, la situazione è tutt’altro che stabile. I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno ripreso slancio nelle ultime settimane, spingendo verso aree strategiche nella provincia di Marib, ricca di petrolio, e intensificando gli attacchi con droni e missili verso il territorio saudita. Almeno 14 attacchi documentati solo nell’ultimo mese.
Still, il conflitto yemenita dura ormai da oltre dieci anni. Ha causato più di 150.000 morti secondo le stime delle Nazioni Unite, e spinto circa 21 milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare grave. Un disastro umanitario che il mondo guarda da lontano.
Il silenzio di Washington e le mosse di Teheran
“La nostra priorità rimane la stabilità regionale, ma ogni decisione va valutata nel contesto complessivo degli impegni americani”, ha dichiarato un funzionario dell’amministrazione che ha preferito restare anonimo. Una risposta che non risponde a niente, in sostanza.
E mentre Washington tace, Teheran non sta ferma. L’Iran continua ad armare e addestrare i combattenti Houthi, fornendo missili balistici e tecnologia per i droni da ricognizione. Un flusso di armi che le sanzioni internazionali non sono riuscite a bloccare del tutto.
Cosa succede adesso
Il rifiuto americano mette Riad in una posizione scomoda. L’Arabia Saudita sta cercando di uscire dal conflitto yemenita da anni, ma senza garanzie di sicurezza adeguate non può farlo senza rischiare di consegnare il paese agli Houthi — e di fatto all’Iran.
But il tempo stringe. I negoziati di pace mediati dall’ONU sono in stallo da mesi. Se Trump non cambierà posizione nelle prossime settimane, Riad potrebbe essere costretta a cercare nuovi partner regionali, o a restare intrappolata in una guerra che non riesce né a vincere né a concludere.
