Vannacci attacca Cerno, cda Rai: parole inaccettabili

Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, ha attaccato il direttore del Giornale Tommaso Cerno, accusandolo di avere “gusti invertiti” e di aver travisato il programma del suo partito sulla presenza in tv di persone omosessuali. Il consiglio di amministrazione della Rai ha definito le parole del generale “inaccettabili”.

La replica del cda Rai e la difesa di Vannacci

Il cda della tv pubblica ha bollato l’espressione “gusti invertiti” come offensiva e discriminatoria, sottolineando che non può trovare spazio in un confronto civile e istituzionale. Nel servizio pubblico, hanno aggiunto, si possono contestare le idee ma non usare l’orientamento sessuale per delegittimare una persona o un ruolo professionale. La Rai è chiamata a garantire il principio di uguaglianza.

Vannacci ha replicato all’ANSA dicendo di non capire a cosa il cda faccia riferimento. Ha citato il detto latino “de gustibus non est disputandum” e ha spiegato che “invertito” significa volgere nel senso opposto, senza alcuna intenzione discriminatoria. Secondo il generale, forse il cda Rai dovrebbe usare meglio il dizionario. Ha ribadito che il suo partito vuole vietare la propaganda gender e l’omosessualizzazione dei contenuti in fascia protetta, per proteggere i bambini, sullo stesso principio con cui il governo ha proibito la propaganda gender nelle scuole di mattina.

La polemica era nata ieri, quando Cerno aveva presentato il programma ‘2 di Picche’, una striscia quotidiana su Rai2. Il direttore aveva risposto alle accuse di Vannacci dicendo: “Vannacci ha detto che, essendo omosessuale, dovrei andare in fascia protetta? Caro generale Vannacci, la protezione viene dalla libertà”.

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