Israele in allerta massima, tre morti in attacchi Houthi
Israele è in stato di allerta massima dopo la morte di tre persone in attacchi attribuiti agli Houthi contro aeroporti sauditi. La tensione cresce in tutta la regione, con episodi di violenza anche in Italia, dove un corteo pro-Palestina partito dal campus Einaudi di Torino è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Dopo circa un’ora di fronteggiamenti, i manifestanti hanno lanciato oggetti e una torcia da segnalazione contro gli agenti, che hanno risposto con idranti. Il corteo, composto da circa 200 persone, si è gradualmente sciolto.
Nel frattempo, il ministro della Difesa statunitense Pete Hegseth ha visitato la portaerei Abraham Lincoln, in rientro dopo mesi di dispiegamento in Medio Oriente. La missione è stata segnata da condizioni di vita difficili e da tentativi di suicidio tra i membri dell’equipaggio. La nave era salpata da San Diego, California, nel novembre 2025 per una missione nel Mar Cinese Meridionale, ma è stata dirottata verso il Medio Oriente prima che Stati Uniti e Israele dichiarassero guerra all’Iran il 28 febbraio. Dal ponte della nave, Hegseth ha dichiarato: “Ciò che il gruppo aeronavale della USS Abraham Lincoln ha realizzato, nessun altro avrebbe potuto farlo”. Ha inoltre citato “diecimila sortite, 23.000 ore di volo da combattimento, quasi 4.000 sortite di combattimento” e ha conferito al gruppo la più alta onorificenza militare collettiva. Ad agosto, famiglie dei soldati e rappresentanti politici avevano segnalato carenze alimentari e tentativi di suicidio a bordo, accuse respinte da Trump e da Hegseth.
Sabotaggi in Siria e avvertimenti a Netanyahu
In Siria, la compagnia petrolifera statale ha annunciato un nuovo “atto di sabotaggio” che ha danneggiato un oleodotto nel nord-est del Paese. È il terzo episodio di questo tipo da fine settembre. L’incidente è avvenuto alle 06:00 in un impianto nella provincia di Hassaké. Le autorità hanno identificato e arrestato i responsabili. La società ha condannato le azioni “che danneggiano le infrastrutture vitali”. Il 29 settembre un’esplosione su un gasdotto nella parte orientale del Paese aveva interrotto la fornitura di gas alle centrali elettriche; il 1° ottobre un’altra esplosione vicino Damasco aveva messo fuori servizio tre centrali. La produzione energetica siriana è gravemente compromessa dalla guerra civile del 2011-2024 e il Paese dipende in larga parte dalle importazioni di petrolio.
Intanto, secondo Channel 12, nei sette mesi precedenti il massacro del 7 ottobre 2023, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ricevette ripetuti avvertimenti strategici da alti funzionari della sicurezza. Gli avvertimenti indicavano che le divisioni interne in Israele indebolivano la capacità di deterrenza, incoraggiando Iran, Hezbollah e Hamas e aumentando il rischio di una guerra su più fronti. Tra i firmatari figuravano l’allora capo di Stato Maggiore Herzi Halevi, il ministro della Difesa Yoav Gallant, il capo dello Shin Bet Ronen Bar e funzionari dell’intelligence militare. Nessun avvertimento prevedeva esplicitamente l’attacco di Hamas, ma segnalavano un crescente pericolo strategico, alimentato dalla frattura sociale scatenata dalla riforma giudiziaria proposta dal governo.
Tensioni nel Golfo e al confine libanese
Secondo The Atlantic, Trump ha chiesto al Pentagono di preparare piani per attacchi contro obiettivi iraniani attuabili prima delle elezioni di metà mandato. La richiesta mostrerebbe la volontà di ridurre i prezzi dell’energia e mostrare progressi nel conflitto. Alcuni consiglieri ritengono che un attacco prima del voto consentirebbe a Trump di cantare vittoria e aiuterebbe i repubblicani. Una fonte repubblicana ha detto che l’azione “farebbe registrare a Trump una vittoria e consentirebbe ai prezzi della benzina di calare”. Non è chiara l’entità degli attacchi né gli obiettivi. Mercoledì, la UKMTO ha segnalato che una petroliera è stata colpita da diversi proiettili a 51 miglia nautiche a nord di Madinat ash Shamal, in Qatar, con vittime segnalate.
Al confine tra Israele e Libano, questa mattina diversi colpi di arma da fuoco hanno colpito una postazione Unifil vicino a Kfar Shouba, lungo la Linea Blu nel Settore Est. I caschi blu hanno cercato riparo subito dopo i primi colpi; nessun ferito. La maggior parte dei colpi ha colpito il muro perimetrale, ma alcuni hanno raggiunto alloggi e veicoli Onu all’interno della base.
