| 

Italia chiede liberazione immediata dei propri cittadini fermati a Gerusalemme

Il governo italiano ha rilasciato oggi, mercoledì 20 maggio 2026, una dichiarazione congiunta a firma della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani per chiedere “la liberazione immediata” dei cittadini italiani coinvolti in un episodio descritto come “inaccettabile” dalla Farnesina. Le immagini del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir in azione contro manifestanti, fra cui un nucleo significativo di italiani, hanno innescato una reazione politica e diplomatica immediata.

La dichiarazione congiunta

La nota diffusa nelle prime ore del pomeriggio non lascia spazio a interpretazioni: “Le immagini del Ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti”. La scelta di una dichiarazione a firma congiunta Meloni-Tajani — un formato riservato ai momenti di particolare gravità — segnala la dimensione politica del passaggio.

Il quadro diplomatico

La crisi arriva in un momento in cui le relazioni bilaterali tra Roma e Tel Aviv erano già in fase di tensione. Il governo italiano ha mantenuto fino ad oggi un approccio bilanciato sulla questione mediorientale: condanna degli attacchi del 7 ottobre 2023 e riconoscimento del diritto di Israele a difendersi, ma crescente fermezza sulla proporzionalità delle operazioni militari e sulla necessità di rispettare il diritto umanitario internazionale. La figura di Ben Gvir, esponente dell’ala più radicale del governo Netanyahu, è da tempo oggetto di critiche pubbliche da parte di esponenti italiani di tutto l’arco parlamentare.

La macchina consolare

L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e la rete consolare hanno attivato i protocolli di assistenza ai connazionali. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi del Ministero, sta tenendo traccia caso per caso degli italiani identificati, con l’obiettivo di garantire assistenza legale, accesso consolare e, ove possibile, il rilascio. Il vicepremier Tajani ha attivato il canale diretto con il proprio omologo israeliano Gideon Saar.

Le reazioni politiche italiane

La risposta delle forze parlamentari è stata trasversale. Esponenti della maggioranza — Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega — hanno appoggiato la linea governativa con dichiarazioni di sostegno alla premier. L’opposizione, dal PD a M5S, ha chiesto una risposta più severa: alcuni esponenti hanno evocato la convocazione dell’ambasciatore israeliano alla Farnesina, una misura che il governo non ha al momento confermato. La Comunità Ebraica di Roma, attraverso la sua presidenza, ha richiamato alla necessità di non strumentalizzare l’episodio.

Il contesto regionale

L’episodio di oggi si inserisce in un quadro mediorientale che resta caratterizzato dalla guerra in Iran, dalla chiusura parziale dello Stretto di Hormuz e dalle tensioni a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Per il governo italiano, mantenere un canale di dialogo con tutti gli attori — Israele, Autorità Nazionale Palestinese, partner arabi moderati — rimane una priorità strategica anche in questo passaggio. Le prossime ore diranno se la diplomazia consolare basterà a chiudere rapidamente il caso o se l’episodio si trasformerà in un punto di tensione strutturale.

Fonti: governo.it (dichiarazione congiunta Meloni-Tajani, 20 maggio 2026); Farnesina; Ambasciata d’Italia a Tel Aviv.

Articoli simili