Dissidente russo Skrepetsky ucciso in Polonia: Mosca nel mirino
Un altro dissidente russo è morto in circostanze violente in Europa. Semyon Skrepetsky, oppositore del Cremlino rifugiatosi in Polonia, è stato trovato senza vita a Varsavia nelle scorse ore. L’omicidio ha immediatamente scosso le autorità polacche e riacceso l’allarme sui presunti tentacoli dei servizi segreti russi nel cuore del continente.
Chi era Skrepetsky e perché era nel mirino
Skrepetsky era fuggito dalla Russia dopo aver denunciato pubblicamente le operazioni militari di Mosca in Ucraina. Aveva 43 anni. Negli ultimi mesi aveva intensificato la sua attività sui social media, raccogliendo oltre 120.000 follower con video in cui documentava, a suo dire, connessioni tra oligarchi russi e reti di finanziamento illecito in Europa orientale. Era considerato una fonte attendibile da diverse organizzazioni giornalistiche indipendenti.
Non era la prima volta che riceveva minacce. Ma questa volta non c’è stato scampo.
Le indagini della polizia polacca
Le autorità di Varsavia hanno aperto un’inchiesta per omicidio premeditato. Secondo le prime ricostruzioni, il corpo di Skrepetsky è stato rinvenuto in un appartamento nel quartiere di Praga Północ, nella parte est della capitale. I segni sul corpo, ancora oggetto di esame autoptico, farebbero pensare a un’esecuzione. Nessun arresto è stato ancora effettuato.
«Stiamo esplorando tutte le piste possibili, compresa quella di una matrice politica», ha dichiarato un portavoce della polizia nazionale polacca senza aggiungere ulteriori dettagli.
Il controspionaggio polacco, l’ABW, sarebbe già coinvolto nelle indagini. E Varsavia ha convocato l’ambasciatore russo per chiedere spiegazioni, un gesto diplomatico che la dice lunga sulla direzione delle sospetti.
Il pattern degli omicidi di dissidenti russi all’estero
Il caso richiama alla mente una serie inquietante di morti simili avvenute negli ultimi anni. Da Alexander Litvinenko a Londra nel 2006, avvelenato con polonio-210, fino ai casi più recenti in Germania e Austria, il pattern è ormai noto agli analisti di intelligence occidentali. Dissidenti russi che trovano rifugio in paesi NATO e che vengono eliminati con metodi che sembrano progettati per mandare un messaggio.
Solo nel 2022 e 2023 almeno sette cittadini russi critici del regime sono morti in circostanze sospette in Europa. Skrepetsky sarebbe l’ottavo.
Yet il Cremlino ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento in questi episodi, definendo le accuse come «isteria antirussa».
Le reazioni e cosa succederà adesso
L’Unione Europea ha espresso «profonda preoccupazione» per l’accaduto. Still, le reazioni ufficiali rimangono caute, almeno per ora, in attesa dei risultati dell’autopsia e delle prime perizie forensi.
La Polonia, che ospita una delle comunità di esuli russi più numerose d’Europa con circa 15.000 persone, potrebbe ora rivedere i propri protocolli di protezione per i dissidenti ad alto rischio. L’omicidio di Skrepetsky rischia di diventare un caso diplomatico di prima grandezza, proprio mentre le tensioni tra Varsavia e Mosca sono già ai massimi storici.
