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Roberto Mancini: dall’Europeo al “tradimento” per l’Arabia Saudita

Roberto Mancini è uno dei tecnici italiani più controversi e affascinanti degli ultimi vent’anni. Campione da giocatore, commissario tecnico trionfante, poi fuggito verso i petrodollari sauditi lasciando un Paese intero senza parole. La sua storia è fatta di picchi altissimi e cadute rovinose, di scommesse vinte e di scelte difficili da spiegare.

L’Europeo del 2021: il capolavoro azzurro

L’11 luglio 2021, a Wembley, l’Italia di Mancini batteva l’Inghilterra ai rigori e si laureava campione d’Europa. Un’impresa che pochi avrebbero immaginato appena tre anni prima, quando la Nazionale era affondata nell’umiliazione del mancato Mondiale in Russia. Mancini aveva preso una squadra in macerie e l’aveva ricostruita mattone dopo mattone, cambiando il gioco, ringiovanendo la rosa, reintroducendo il piacere del calcio offensivo. 53 risultati utili consecutivi. Un record.

Quella notte Wembley era quasi tutta italiana. E lui, Mancini, con il giubbotto azzurro abbottonato fino in cima, sembrava un uomo finalmente in pace con se stesso.

Le scoperte: da Zaniolo a Retegui

Uno degli aspetti meno raccontati della gestione Mancini è il fiuto per i talenti. Nicolò Zaniolo venne lanciato titolare con la Nazionale a soli 19 anni, nel 2019, quando ancora stava cercando il suo posto alla Roma. Una scommessa vinta. Mateo Retegui è un caso ancora più curioso: attaccante italo-argentino, che giocava nel Tigre in Argentina, convocato a sorpresa nel 2023. Mancini lo aveva visto, studiato, voluto. Retegui segnò al debutto contro l’Inghilterra. Ancora Wembley, ancora un segno del destino.

Non tutti gli esperimenti riuscirono. Ma la volontà di guardare oltre i soliti nomi era reale, concreta, coraggiosa.

Il «tradimento» per l’Arabia Saudita

E poi, agosto 2023. La notizia arrivò come un fulmine: Mancini si dimetteva da CT dell’Italia per accettare la panchina dell’Arabia Saudita. Contratto da circa 25 milioni di euro l’anno, si disse. Una cifra impossibile da rifiutare, forse. Ma il timing fu devastante: a pochi mesi dalle qualificazioni agli Europei, con una squadra ancora in costruzione.

«Una scelta che lascia l’amaro in bocca», commentò un dirigente federale nelle ore successive all’annuncio, senza voler entrare nei dettagli.

In molti parlarono di tradimento. La parola è forte, ma la sensazione era quella.

Cosa succede adesso

L’avventura saudita non è andata come sperato. Risultati altalenanti, un contesto calcistico lontano anni luce dall’Europa, e una visibilità ridotta rispetto ai fasti di Wembley. Mancini, a 59 anni, resta comunque uno dei tecnici italiani più ricercati a livello internazionale.

Il suo nome continua a circolare ogni volta che una grande panchina si libera. Che torni in Serie A, che aspetti un’occasione in Champions League o che rimanga in Medio Oriente, il prossimo capitolo della sua carriera è tutto da scrivere. E con Mancini, c’è sempre da aspettarsi qualcosa di inaspettato.

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