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Ambasciatore Usa a Venezia: ‘Non mi sono preoccupato per le proteste’

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia ha risposto con calma e una punta di ironia alle domande sulle proteste che hanno accompagnato la sua presenza a Venezia. «Non mi sono preoccupato per le proteste», ha dichiarato il diplomatico americano, sottolineando con un sorriso che l’Italia è un Paese libero e che, ovunque si sia recato, l’accoglienza è stata calorosa e genuina.

La visita alla Biennale e le tensioni in piazza

La presenza dell’ambasciatore a Venezia era legata a uno degli eventi culturali più attesi dell’anno. Fuori dai luoghi istituzionali, un gruppo di manifestanti — alcune decine di persone, secondo le stime delle forze dell’ordine — ha alzato striscioni e intonato slogan contro la politica estera americana. Niente di violento, niente di inaspettato. Eppure il clamore mediatico attorno alla scena ha superato di gran lunga le dimensioni reali della protesta.

L’ambasciatore non ha mostrato alcun segno di imbarazzo. Ha scelto invece di leggere la situazione come una conferma della vitalità democratica italiana. «Vivete in un Paese libero», ha detto, e quella frase ha suonato più come un complimento che come una difesa.

‘Ovunque accolto amorevolmente’: le parole del diplomatico

È stato diretto, il diplomatico. Nessun giro di parole, nessuna formula di circostanza. In un breve scambio con i giornalisti presenti, ha ricordato le tappe del suo soggiorno veneziano — almeno tre appuntamenti istituzionali nel corso di 48 ore — e ha descritto ogni incontro come segnato da rispetto e cordialità. «Sono stato accolto amorevolmente ovunque», ha ribadito, e il tono era quello di chi parla con sincerità, non di chi recita un copione diplomatico.

Certo, non tutti erano d’accordo con la sua presenza. Ma questo è il bello della democrazia.

Il contesto: rapporti Usa-Italia e la stagione delle tensioni

La visita si inserisce in un momento delicato per le relazioni transatlantiche. Negli ultimi 12 mesi, le piazze europee hanno ospitato manifestazioni contro la politica americana in più di 15 Paesi. L’Italia non fa eccezione. Ma i canali diplomatici ufficiali tra Roma e Washington restano solidi, almeno secondo le dichiarazioni di entrambe le parti.

Un funzionario del Ministero degli Esteri italiano, interpellato a margine dell’evento, ha confermato che «il dialogo tra i due Paesi è continuo e costruttivo, anche nei momenti di tensione pubblica».

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

L’agenda dell’ambasciatore prevede altre tappe in diverse città italiane entro la fine dell’estate. And la questione delle proteste — per quanto limitata nei numeri — resterà probabilmente sullo sfondo di ogni visita. Still, il segnale lanciato a Venezia è chiaro: la diplomazia americana non intende cambiare passo né tono. La strada del dialogo, anche in mezzo al rumore, sembra quella scelta.

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