Iran: cessate il fuoco rispettato, sono gli Usa a violare l’intesa

Teheran accusa Washington di aver tradito gli accordi. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è tornato a parlare con toni netti: l’Iran ha rispettato ogni punto dell’intesa sul cessate il fuoco raggiunta con gli Stati Uniti, ed è il Segretario del Tesoro americano a stare violando i termini concordati. Una dichiarazione che riapre le tensioni diplomatiche tra i due paesi proprio nel momento in cui i negoziati sembravano aver trovato un ritmo, fragile ma reale.

Le accuse di Araghchi: ‘Noi abbiamo mantenuto la parola’

Araghchi non ha usato mezzi termini. In una dichiarazione rilasciata lunedì, il capo della diplomazia iraniana ha affermato che Teheran ha rispettato «ogni singolo impegno» assunto durante i colloqui. Poi ha puntato il dito direttamente contro Scott Bessent, il Segretario del Tesoro statunitense, accusandolo di aver adottato misure che contraddicono lo spirito — e la lettera — dell’accordo. Non ha fornito dettagli tecnici precisi, ma le sue parole hanno avuto l’effetto di una pietra lanciata nell’acqua ferma.

E non è la prima volta. Negli ultimi tre mesi, Teheran ha più volte lamentato che le sanzioni economiche imposte da Washington non hanno subito alcuna modifica sostanziale, nonostante le promesse fatte al tavolo negoziale.

Il nodo delle sanzioni

Il cuore del contenzioso è economico. L’Iran si aspettava, secondo fonti vicine alla delegazione di Teheran, un allentamento di almeno una parte delle restrizioni finanziarie che pesano sull’export petrolifero del paese. Restrizioni che, solo nell’ultimo anno, avrebbero sottratto all’economia iraniana introiti stimati intorno ai 30 miliardi di dollari.

Ma Washington non si è mossa. O almeno, non abbastanza. E questo, per Araghchi, equivale a una violazione.

Un funzionario europeo coinvolto nei colloqui ha commentato a margine: «La distanza tra le due parti non è insuperabile, ma serve volontà politica da entrambi i lati. In questo momento quella volontà non si vede.»

La risposta americana, per ora, non arriva

Dal Dipartimento di Stato e dal Tesoro americano non è arrivata ancora nessuna risposta ufficiale alle parole di Araghchi. Un silenzio che a Teheran viene letto come conferma, non come smentita. Intanto, i mercati iraniani hanno reagito con nervosismo: il rial ha perso circa il 2,4% nelle ultime 48 ore rispetto al dollaro sul mercato parallelo.

Still, qualcosa si muove. I canali diplomatici indiretti — in particolare quelli che passano per Oman e Qatar — restano aperti. E nessuna delle due parti ha formalmente dichiarato concluso il processo negoziale.

Cosa succede adesso

Nei prossimi giorni si capirà se questa escalation verbale è una tattica negoziale o l’inizio di un vero deterioramento. Un nuovo round di colloqui era previsto entro la fine del mese. So la domanda vera è semplice: si terrà ancora? E se sì, con quale clima?

Per ora, Teheran dice di aver mantenuto la parola. Washington, almeno ufficialmente, non risponde. E il tempo stringe.

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