Accordo USA-Iran: i 14 punti del memorandum ufficiale

Il testo dell’accordo tra Stati Uniti e Iran è finalmente pubblico. Quattordici punti, redatti in un memorandum che segna — almeno sulla carta — una svolta storica nei rapporti tra Washington e Teheran dopo decenni di tensioni, sanzioni e crisi nucleari.

Cosa prevede il memorandum

Il documento, di cui il Corriere della Sera ha ottenuto copia integrale, stabilisce un quadro negoziale strutturato in fasi progressive. I primi sei punti riguardano il programma nucleare iraniano: l’Iran si impegna a ridurre l’arricchimento dell’uranio a un massimo del 3,67%, ben al di sotto della soglia del 90% necessaria per uso militare. And questo è il cuore dell’intero accordo.

I punti dal sette al dieci trattano invece le ispezioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’AIEA, che otterrebbe accesso a siti finora off-limits, inclusa la struttura sotterranea di Fordow. Gli ultimi quattro punti riguardano la revoca graduale delle sanzioni economiche americane ed europee, con un calendario preciso: le prime misure di alleggerimento scatterebbero entro 90 giorni dalla firma definitiva.

Le reazioni diplomatiche

Un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano, che ha chiesto di non essere citato per nome, ha dichiarato: «Non è un accordo perfetto, ma è l’accordo possibile. E possibile significa praticabile, significa reale.»

A Teheran la risposta è stata più cauta. Il ministro degli Esteri iraniano ha parlato di «passi avanti significativi» senza però confermare i dettagli specifici del testo. Yet la pubblicazione del memorandum rende difficile ora qualsiasi retromarcia pubblica.

I nodi ancora irrisolti

Non tutto è risolto. Restano fuori dall’accordo tre questioni enormi: il programma missilistico balistico iraniano, il ruolo delle milizie proxy finanziate da Teheran in Medio Oriente, e la questione degli ostaggi americani ancora detenuti in Iran — almeno cinque cittadini con doppia nazionalità.

Still, i negoziatori di entrambe le parti sostengono che questi temi potranno essere affrontati in una seconda fase, una volta che il memorandum sarà operativo e verificabile.

Ma i critici non ci credono.

Cosa succede adesso

Il Congresso americano ha 60 giorni per esaminare il testo e presentare eventuali obiezioni. So le prossime settimane saranno decisive. I repubblicani più duri, guidati da alcuni senatori della commissione Affari esteri, hanno già annunciato battaglia. Vogliono emendamenti che rendano più stringenti i meccanismi di verifica.

Sul fronte iraniano, la Guida Suprema Ali Khamenei non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. Il suo silenzio, in questi casi, non è mai casuale.

L’accordo entrerà in vigore solo con la firma definitiva, attesa entro la fine del trimestre. Fino ad allora, i 14 punti del memorandum rimangono una promessa scritta — ambiziosa, fragile, e maledettamente complicata da mantenere.

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