Maturità 2025, Flaminia Giorda: “Solo io conosco le tracce”
La donna che sa tutto e non può dire niente. Flaminia Giorda è la funzionaria del Ministero dell’Istruzione che ogni anno tiene in mano il segreto più custodito d’Italia: le tracce della maturità. Trecentomila studenti si tormentano, i professori speculano, i giornali titolano. E lei sorride.
Il peso di un segreto da 500.000 maturandi
Ogni giugno, mentre il cosiddetto tototema impazza sui social e nelle chat di classe, Giorda osserva la scena con un distacco quasi divertito. “Che risate,” ha detto in una recente intervista a Repubblica, riferendosi alle previsioni più bizzarre circolate online nelle settimane precedenti agli esami. Quest’anno sono stati oltre 526.000 i candidati che si sono seduti ai banchi per la prima prova scritta, quella di italiano, la più temuta e la più discussa.
Giorda coordina da anni il gruppo ristrettissimo di persone coinvolte nella preparazione delle tracce. Un lavoro che inizia mesi prima, in assoluta segretezza, con riunioni a porte chiuse e telefoni lasciati fuori dalla stanza. Non è folklore: è protocollo.
Come funziona davvero la macchina delle tracce
Il processo è più complesso di quanto si immagini. Le tracce non le scrive una persona sola, ma vengono elaborate da commissioni tecniche che rispondono direttamente alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Giorda supervisiona l’intera filiera, dalla selezione dei testi alla validazione finale. Solo pochissimi funzionari, forse cinque o sei in tutto, conoscono il contenuto definitivo prima che le buste vengano sigillate e spedite alle scuole.
“Il sistema funziona perché si basa sulla fiducia reciproca e su procedure rigidissime,” ha spiegato una fonte ministeriale. “Non esiste un documento che circola. Esiste una catena umana di responsabilità.”
E quella catena regge. In oltre vent’anni, nessuna traccia è mai trapelata prima dell’apertura ufficiale delle buste, fissata alle 8.30 del mattino del primo giorno di esami.
Il tototema, un rito collettivo tutto italiano
Ma il bello, o il paradosso, è che il tototema non morirà mai. Anzi. Quest’anno su TikTok sono circolati almeno 1.200 video di studenti che pronosticavano autori e temi, da Leopardi a Pasolini, passando per la guerra in Ucraina e l’intelligenza artificiale. Alcuni avevano migliaia di visualizzazioni.
Giorda lo sa. E in fondo, ammette, c’è qualcosa di tenero in tutto questo.
Perché il tototema non è solo ansia. È un rito di passaggio collettivo, un modo per affrontare insieme qualcosa che si deve affrontare da soli.
Cosa succede adesso
Con la prima prova ormai alle spalle, l’attenzione si sposta sulla seconda prova, quella disciplinare, diversa per ogni indirizzo. E poi gli orali, a partire dal 25 giugno. Il lavoro di Giorda non finisce qui: già nelle prossime settimane inizieranno i primi incontri per pensare all’edizione 2026. Il segreto ricomincia a costruirsi. Silenziosamente, come sempre.
