Putin minaccia rappresaglia dopo gli attacchi ucraini ai magazzini e-commerce

Vladimir Putin ha promesso una risposta militare diretta dopo che le forze ucraine hanno colpito una serie di magazzini logistici russi nelle ultime settimane, alcuni dei quali utilizzati per lo stoccaggio di merci commerciali e infrastrutture legate all’e-commerce. Il presidente russo ha parlato di attacchi «imminenti» contro la rete logistica ucraina, lasciando intendere che Mosca non intende restare a guardare.

La minaccia di Putin e il contesto degli attacchi

«Gli attacchi non tarderanno ad arrivare», ha dichiarato Putin durante un briefing con i vertici militari a Mosca martedì scorso. Le parole del presidente arrivano dopo che almeno tre strutture di stoccaggio nella regione di Voronezh e una nella periferia di Rostov sul Don sono state danneggiate o distrutte in operazioni attribuite a droni ucraini. I danni stimati, secondo fonti russe non verificate in modo indipendente, supererebbero i 40 milioni di rubli.

Eppure quello che colpisce non è solo la retorica. È la specificità della minaccia. Putin ha indicato esplicitamente i nodi logistici come obiettivi prioritari, un segnale che la guerra si sta spostando sempre di più sul terreno economico e infrastrutturale.

Perché i magazzini e-commerce sono diventati un bersaglio

La scelta degli obiettivi ucraini non è casuale. Colpire i magazzini russi — inclusi quelli che gestiscono flussi di commercio elettronico, pezzi di ricambio e forniture industriali — significa attaccare la catena di approvvigionamento interna. Russia ha visto un’esplosione dell’e-commerce domestico dal 2022, in parte per aggirare le sanzioni occidentali. Marketplace come Wildberries e Ozon movimentano miliardi di rubli al mese. And danneggiare quella infrastruttura ha un impatto diretto sulla popolazione civile, non solo sull’esercito.

Un analista di difesa con sede a Varsavia, che ha preferito non essere citato per nome, ha spiegato: «L’Ucraina sta cercando di dimostrare che nessuna parte del territorio russo è davvero al sicuro. I magazzini logistici sono obiettivi simbolicamente potenti quanto quelli militari.»

La risposta di Kiev e le possibili conseguenze

Kiev non ha rivendicato ufficialmente gli attacchi, come spesso avviene in queste operazioni. Ma le autorità ucraine non hanno nemmeno smentito. So il silenzio, in questo caso, dice molto.

Sul fronte russo, le minacce di rappresaglia potrebbero tradursi in nuovi attacchi missilistici contro le infrastrutture di trasporto ucraine: ferrovie, depositi carburante, centri di smistamento. Negli ultimi 90 giorni, la Russia ha già colpito almeno 12 strutture logistiche nel centro e nell’ovest dell’Ucraina.

Uno scenario sempre più economico

La guerra si combatte ancora con le armi. Ma la logistica è diventata un fronte a sé.

Still, resta da vedere se le minacce di Putin si tradurranno in un’escalation concreta nelle prossime settimane o se rimarranno, come spesso accade, uno strumento di pressione diplomatica. Quello che è certo è che la stagione degli attacchi alle infrastrutture civili e commerciali — da entrambe le parti — non è destinata a finire presto.

Articoli simili