Jannik Sinner torna a San Candido: scambi col papà e incontro col primo maestro

Jannik Sinner è tornato a casa. Il numero uno del mondo ha fatto ritorno a San Candido, il piccolo comune dell’Alto Adige dove è cresciuto e dove ha mosso i primi passi con una racchetta in mano. E le immagini che circolano in queste ore raccontano qualcosa di più intimo rispetto ai tornei, alle coppe e ai riflettori delle grandi arene internazionali.

Il ritorno nella città natale

Il campione altoatesino, 23 anni, ha passeggiato per il centro di San Candido con quella semplicità che lo ha sempre contraddistinto. Un giro al bar, qualche sorriso con i residenti, nessuna scenografia costruita a tavolino. La gente del posto lo conosce ancora come il ragazzino che correva sulle piste da sci prima di scoprire il tennis. E lui non ha mai smesso di tornare, anche quando il mondo intero ha iniziato a pronunciare il suo nome.

Che Sinner ami profondamente le sue radici non è una novità. Ma vederlo camminare tra le strade di quella valle, a pochi chilometri dal confine austriaco, con la stessa naturalezza di chi è semplicemente a casa propria, resta qualcosa che colpisce.

Scambi con il papà e allenamento sul campo

Non è stato solo un viaggio sentimentale. Sinner si è allenato, come fa sempre anche nelle pause tra un torneo e l’altro. Sul campo, a battere qualche palla con suo padre Hanspeter, che fin dall’inizio ha rappresentato una presenza discreta ma fondamentale nel suo percorso. I due hanno scambiato colpi per diversi minuti, con la montagna sullo sfondo. Niente di scenografico. Solo tennis, come sempre.

L’allenamento è durato circa due ore. Poi il ritorno alla quotidianità del paese.

L’incontro con il primo maestro

Il momento più carico di significato è stato l’incontro con il suo primo allenatore, l’uomo che lo ha visto giocare per la prima volta da bambino e che ha intuito subito qualcosa di speciale in quel ragazzino magro con gli occhi chiari. «Qui è dove tutto è iniziato», ha detto Sinner, secondo quanto riportato da fonti locali. Parole semplici, dirette, senza retorica.

«Jannik non è mai cambiato davvero», ha raccontato un residente di San Candido che lo conosce da anni. «Quando torna è sempre lui, il ragazzo di qui.»

Cosa aspetta Sinner nelle prossime settimane

Il rientro in Alto Adige arriva in un momento di pausa del calendario ATP, prima di una seconda metà di stagione che si preannuncia intensa. Sinner dovrà difendere punti pesanti e confermare un ranking che lo ha visto raggiungere vette che nessun italiano aveva mai toccato prima. Ma per qualche giorno, tutto questo può aspettare. Ci sono le montagne, il bar del paese, il campo dove ha imparato a servire. E un padre con cui battere qualche pallina, senza che nessuno tenga il punteggio.

Articoli simili