Medici, scontro Lombardia-Governo: “Errori su tutta la linea”
La Regione Lombardia ha lanciato un attacco frontale contro il Governo sulla questione dei medici e del personale sanitario. L’assessore regionale al Welfare ha accusato Roma di una gestione “completamente sbagliata” della crisi che sta mettendo in ginocchio gli ospedali lombardi.
La polemica esplode mentre i pronto soccorso della regione registrano tempi d’attesa che superano le 8 ore e le liste d’attesa continuano ad allungarsi senza sosta.
La carenza strutturale di personale
I numeri parlano chiaro. La Lombardia ha bisogno di almeno 2.500 medici per coprire le carenze attuali, ma il Governo non ha ancora messo in campo misure concrete per affrontare l’emergenza. “Non possiamo continuare così”, ha dichiarato un alto funzionario regionale. “I nostri ospedali sono allo stremo e le politiche nazionali non aiutano.”
Il problema non riguarda solo i medici di base. Anche gli specialisti scarseggiano, soprattutto nei reparti di emergenza-urgenza. E il numero chiuso nelle facoltà di medicina continua a produrre troppo pochi laureati rispetto al fabbisogno reale del sistema sanitario.
Le richieste della Regione
Palazzo Lombardia chiede un intervento immediato su più fronti: aumento delle borse di specializzazione, eliminazione del numero chiuso a medicina, e soprattutto maggiore autonomia nella gestione del personale sanitario. La Regione vuole poter assumere direttamente senza passare attraverso i vincoli imposti dal Ministero della Salute.
Ma c’è anche la questione economica. I medici lombardi guadagnano meno rispetto ad altri paesi europei, e questo spinge molti giovani professionisti a cercare fortuna all’estero. Secondo le stime, negli ultimi tre anni oltre 800 medici hanno lasciato la Lombardia per lavorare in Svizzera, Germania o Francia.
La replica attesa dal Governo
Fino ad ora il Ministero della Salute non ha risposto ufficialmente alle accuse lombarde. Fonti vicine al Governo fanno però sapere che sono allo studio diverse misure per affrontare la carenza di personale sanitario, anche se i tempi restano incerti.
La questione rischia di trasformarsi in un nuovo capitolo dello scontro politico tra Roma e Milano. Yet il problema resta concreto: migliaia di cittadini lombardi che aspettano ore per essere visitati, reparti che funzionano sottorganico, medici stremati da turni massacranti. Lo scontro istituzionale non può far dimenticare l’urgenza di soluzioni concrete per un sistema sanitario che mostra ogni giorno i segni di una crisi profonda.
