Italia e UE: tra flessibilita energetica ed EU Inc, la posta in gioco del Consiglio di giugno
L’Italia si prepara al Consiglio europeo del 23-24 giugno 2026 su due fronti paralleli: la richiesta di flessibilita sui dispositivi di sostegno ai costi energetici delle imprese e il dossier sul 28esimo regime societario europeo, noto come EU Inc. Entrambi i temi toccano da vicino il tessuto produttivo italiano.
La richiesta sull’energia
Il governo italiano chiede a Bruxelles maggiore flessibilita per le imprese energivore, in un’area in cui Roma confronta da mesi una linea rigida della direzione generale concorrenza della Commissione. La trattativa, secondo fonti diplomatiche, e considerata complicata, e una risposta formale di Bruxelles e attesa nei primi giorni di giugno.
EU Inc e le PMI italiane
L’iniziativa EU Inc punta a creare una forma giuridica unitaria per le aziende che operano in piu mercati europei, parallela ai 27 ordinamenti nazionali. Per le PMI italiane, colonna portante del tessuto produttivo nazionale con oltre 4,5 milioni di imprese attive, l’iniziativa rappresenta sia un’opportunita di scalabilita transfrontaliera sia una sfida regolamentare.
Opportunita e timori
Tra i vantaggi: il drastico abbattimento dei costi di espansione in piu Stati membri e un accesso facilitato ai mercati di capitale europei. Tra i timori delle associazioni di categoria: una possibile asimmetria competitiva tra imprese che adotterebbero EU Inc e quelle che resterebbero nella forma giuridica nazionale, con rischi particolari per le micro e piccole imprese.
La posta in gioco
La delegazione italiana adottera una posizione aperta ma condizionata, chiedendo garanzie di non discriminazione per le PMI nazionali e salvaguardie per i settori strategici. Il Consiglio europeo del 23-24 giugno, insieme alla decisione della BCE dell’11 giugno, definira il quadro economico in cui si muovera l’Italia nella seconda meta del 2026.
