Houthi riprendono gli attacchi a Marib: missili sui civili

Gli Houthi hanno ripreso gli attacchi contro Marib, la città yemenita che ospita centinaia di migliaia di sfollati interni. L’esercito yemenita ha denunciato nella giornata di ieri una nuova ondata di missili balistici che ha preso di mira aree residenziali e campi per famiglie costrette ad abbandonare le proprie case.

Missili sui quartieri civili

Secondo le forze armate di Sana’a, i ribelli hanno lanciato almeno tre missili balistici contro zone densamente popolate della città. I quartieri colpiti si trovano nelle aree orientali di Marib, dove la concentrazione di civili è altissima. Non è ancora chiaro il bilancio definitivo delle vittime, ma le prime segnalazioni parlano di danni strutturali a edifici residenziali e infrastrutture locali. E questo avviene mentre i tentativi diplomatici per una tregua duratura sembrano ancora ben lontani dal concretizzarsi.

I campi sfollati nel mirino

La parte più drammatica dell’attacco riguarda i campi per sfollati. Marib è diventata negli anni uno dei principali rifugi per chi è fuggito dai combattimenti in altre province: si stima che nella città e nelle sue immediate vicinanze vivano oltre 2 milioni di persone, molte delle quali in condizioni di estrema vulnerabilità. Colpire quei campi non è solo un atto militare. È una scelta che pesa in modo brutale su chi non ha già più nulla.

Un portavoce dell’esercito yemenita ha dichiarato: «Gli Houthi continuano a usare i civili come bersagli deliberati, violando ogni principio del diritto internazionale umanitario. Chiediamo alla comunità internazionale di non restare in silenzio».

Una città strategica e simbolica

Marib non è una città qualunque in questo conflitto. Ricca di risorse petrolifere e punto nevralgico per il controllo del nord-est del paese, è rimasta in mano alle forze governative anche quando gli Houthi avanzavano su più fronti. Tra il 2021 e il 2022 ci fu una battaglia durissima per il controllo della provincia. Gli Houthi non riuscirono a espugnarla, ma non hanno mai smesso di pressare. La ripresa degli attacchi con missili balistici segnala che l’interesse strategico per Marib resta intatto.

Cosa succederà adesso

La situazione sul campo rischia di deteriorarsi ulteriormente nelle prossime settimane. Le autorità yemenite hanno fatto sapere che risponderanno agli attacchi, senza fornire ulteriori dettagli sulle operazioni previste. But la vera incognita resta quella diplomatica: i negoziati mediati dall’Arabia Saudita e dalle Nazioni Unite sono in una fase di stallo che dura ormai da mesi. So qualsiasi escalation militare rischia di compromettere ancora di più le già fragili prospettive di pace. Yet la popolazione civile di Marib, ancora una volta, è quella che paga il prezzo più alto di questa guerra senza fine.

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