Francia in fiamme: la rivolta degli studenti scuote Parigi
La Francia brucia. Non è solo Parigi: Lione, Marsiglia, Lille e Bordeaux sono teatro di proteste studentesche senza precedenti. Licei bloccati, università occupate. I giovani sono al centro di uno scontro politico durissimo con le autorità.
La rabbia nasce da un malessere profondo verso il sistema scolastico e le politiche di austerità. Aule sovraffollate con picchi di 35 studenti, edifici fatiscenti senza riscaldamento d’inverno né condizionamento d’estate, carenza cronica di docenti: centinaia di ore di lezione perse per assenza di supplenti.
Il movimento studentesco si è unito ai sindacati del pubblico impiego in uno sciopero generale contro la manovra finanziaria del governo. Tagli alla spesa e congelamento degli stipendi statali. Denunciano: nessun investimento sul futuro dell’istruzione pubblica, fondi usati solo per ripianare il deficit.
Ma c’è anche Parcoursup, l’algoritmo statale per l’orientamento e la selezione all’università, ritenuto opaco e discriminatorio. Ogni anno decine di migliaia di diplomati restano senza posto nelle facoltà desiderate. Ansia e senso di ingiustizia sociale.
La risposta dello Stato è il pugno duro: gas lacrimogeni, cariche, centinaia di minorenni fermati davanti ai cancelli degli istituti. La rivendicazione scolastica è diventata una battaglia politica contro la repressione.
