Modi a Roma: il ‘Melody’ di Meloni rilancia il libero scambio UE-India
Il vertice tra il Primo Ministro indiano Narendra Modi e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tenutosi a Roma nei giorni scorsi e battezzato “Melody” dai media — un gioco di parole sulle iniziali e sull’immagine di sintonia tra i due capi di governo — segna un’accelerazione importante nelle relazioni italo-indiane. Al di là dello slogan, il vertice ha prodotto risultati tangibili: l’avvio di un canale bilaterale prioritario nei negoziati sull’accordo di libero scambio UE-India, una dichiarazione congiunta su difesa e cybersecurity, e un quadro di cooperazione industriale in settori strategici come aerospazio, navale e tessile.
Il contesto del libero scambio UE-India
I negoziati sul libero scambio tra Unione Europea e India sono ufficialmente in corso da 18 anni, con interruzioni e riprese dovute a divergenze su agricoltura, servizi finanziari, proprietà intellettuale e diritti del lavoro. La fase 2026 ha tuttavia caratteristiche nuove: la pressione geopolitica per ridurre la dipendenza europea dalla Cina, l’interesse strategico indiano per la diversificazione dei propri partner commerciali (anche in risposta alle frizioni con gli Stati Uniti di Trump), e l’agenda industriale comune in settori come semi-conduttori, batterie e farmaceutica.
Il ruolo dell’Italia nel negoziato
L’Italia, secondo partner commerciale dell’India nell’UE dopo la Germania, ha tradizionalmente avuto un peso minore nella definizione della strategia commerciale europea verso New Delhi. Il vertice di Roma rappresenta un tentativo di Meloni di posizionare l’Italia come “corridoio bilaterale prioritario” nei rapporti UE-India, sfruttando sia il rapporto personale con Modi sia la posizione mediterranea dell’Italia come porta d’accesso naturale per i flussi commerciali asiatici verso l’Europa.
I settori industriali in primo piano
La dichiarazione congiunta ha identificato quattro settori prioritari per la cooperazione bilaterale e per le aspettative di intensificazione degli scambi:
Aerospazio: cooperazione tra Leonardo e gruppi indiani del settore difesa, con prospettive di partecipazione italiana al programma indiano di sviluppo di velivoli da combattimento di quinta generazione. Cantieristica navale: dialogo strutturato tra Fincantieri e i cantieri statali indiani per la modernizzazione della Marina indiana. Tessile e moda: facilitazioni doganali e fiscali per le esportazioni italiane in India, con particolare attenzione al segmento del lusso, ancora sottorappresentato sul mercato indiano nonostante la crescita della classe media. Energia: cooperazione nel campo dei carburanti sintetici (e-fuels) e dell’idrogeno verde, in cui entrambi i paesi hanno espresso ambizioni industriali significative.
Il piccolo gesto del ‘Melody’
Il nome ufficiale del vertice ha avuto origine in un episodio reso pubblico dai media: durante il primo incontro privato, Modi avrebbe offerto a Meloni una caramella confezionata in carta dorata con la scritta “Melody” — il nome di un noto dolce indiano — accompagnata dalla battuta che la combinazione delle loro iniziali (Meloni-Modi) avrebbe potuto produrre un’armonia diplomatica. L’aneddoto è diventato virale sui social media indiani, dove è stato letto come un gesto di calore personale di Modi verso un partner europeo strategico, e in Italia, dove ha generato sia consensi sia ironie.
La dimensione strategica
Oltre alla cordialità personale, il vertice ha avuto una dimensione strategica significativa. Modi e Meloni hanno firmato una dichiarazione su cybersecurity e difesa che prevede esercitazioni navali congiunte nel Mediterraneo Orientale e nell’Oceano Indiano, condivisione di informazioni su minacce informatiche, e cooperazione nell’addestramento di personale militare. La dichiarazione viene letta da osservatori internazionali come parte della strategia indiana di diversificazione delle partnership militari, in un periodo in cui le tensioni con la Cina lungo la frontiera himalayana restano elevate.
Il fronte europeo
Sul piano europeo, il vertice ha generato reazioni miste. La Commissione Europea ha accolto positivamente l’accelerazione del dialogo UE-India, ma ha sottolineato che il negoziato resta una prerogativa multilaterale e che le iniziative bilaterali italiane non possono sostituire il quadro UE. La Germania, principale partner europeo dell’India in volume di scambi, ha guardato con interesse — e qualche apprensione — all’attivismo italiano nei rapporti con New Delhi.
Il contesto della politica industriale italiana
L’attivismo di Meloni verso l’India si inquadra in una strategia più ampia di posizionamento dell’Italia come hub industriale euro-mediterraneo. Il governo ha rafforzato negli ultimi anni la cooperazione con Egitto, Arabia Saudita, Emirati e ora India, in un tentativo di costruire reti di partnership produttive che riducano la dipendenza da fornitori asiatici e creino flussi industriali alternativi. La sfida è la coerenza tra questa visione e i vincoli operativi (logistici, finanziari, politici) della politica industriale italiana.
I prossimi passi del negoziato UE-India
Il prossimo passaggio formale è la sessione negoziale UE-India di Bruxelles, prevista per giugno. Il vertice di Roma ha fissato l’aspettativa di un’accelerazione, con l’obiettivo di chiudere alcuni capitoli chiave (tariffe industriali, servizi, investimenti) entro la fine del 2026. Le aree più sensibili — agricoltura, mobilità del lavoro, accesso al mercato indiano per i servizi finanziari europei — restano i nodi critici la cui risoluzione richiederà flessibilità da entrambi i lati.
Cosa significa ‘Melody’ per la politica italiana
Il vertice — al di là del piacevole aneddoto — fornisce a Meloni un argomento di politica estera positivo in una fase in cui l’agenda interna è dominata da tensioni economiche e dalle vicende della Flotilla. La diplomazia bilaterale con l’India è un ambito in cui la posizione italiana è strutturalmente meno divisiva di altre questioni (Israele, immigrazione, Mercosur), e dove la presidente del Consiglio può raccogliere consensi trasversali. La sfida sarà tradurre questa cordialità diplomatica in risultati commerciali tangibili nei prossimi 12-18 mesi.
