Milano: bolletta da 1,7 milioni per box allagati da 20 anni
Una bolletta dell’acqua da un milione e 700 mila euro è arrivata ai residenti di un condominio di Milano, dopo che i box sono rimasti allagati per oltre vent’anni. La scoperta della perdita occulta ha scatenato il panico tra le famiglie che ora si trovano di fronte a una cifra impossibile da saldare.
La storia incredibile ha dell’assurdo. Per due decenni, nessuno si è accorto che i box auto del complesso residenziale erano sommersi dall’acqua che fuoriusciva continuamente da una tubatura difettosa. E mentre l’acqua scorreva giorno e notte, il contatore continuava a girare.
La scoperta shock
Tutto è venuto alla luce solo recentemente, quando alcuni condomini hanno deciso di accedere ai box del seminterrato. Quello che hanno trovato li ha lasciati senza parole: un vero e proprio lago sotterraneo, con l’acqua che aveva raggiunto livelli preoccupanti. Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Quando MM, la società che gestisce il servizio idrico integrato di Milano, ha fatto i conti, la cifra è risultata astronomica. La perdita prolungata nel tempo aveva generato consumi idrici per 1.700.000 euro. Una somma che, divisa tra tutti i condomini, rappresenta comunque un salasso insostenibile per la maggior parte delle famiglie.
La battaglia legale
I residenti non ci stanno. Hanno immediatamente contestato la richiesta, sostenendo che non è possibile che in vent’anni nessun controllo sia stato effettuato dalla società dell’acqua. Come può un contatore girare per così tanto tempo senza che scatti un allarme?
“Si tratta di una situazione paradossale”, ha dichiarato un rappresentante dei condomini. “Chiediamo che venga accertata la responsabilità di chi avrebbe dovuto monitorare consumi così anomali.”
Gli avvocati dei residenti stanno preparando un ricorso, puntando sul fatto che consumi così elevati e prolungati avrebbero dovuto insospettire la società di gestione. Inoltre, si solleva la questione della prescrizione per parte del debito accumulato.
Un caso emblematico
La vicenda mette in evidenza le lacune nel sistema di monitoraggio dei consumi idrici. In un’epoca di smart meters e controlli digitali, che una perdita del genere passi inosservata per vent’anni appare francamente inspiegabile.
Ora la palla passa ai tribunali, che dovranno stabilire chi pagherà il conto. Nel frattempo, i condomini vivono con l’angoscia di un debito milionario che potrebbe cambiare per sempre le loro vite. La sentenza potrebbe fare giurisprudenza per casi simili in tutta Italia.
