Giudice trovata morta: si indaga per omicidio dopo l’autopsia

La morte della giudice Anna Bellini, 52 anni, trovata senza vita nel suo appartamento di Milano il 14 gennaio scorso, potrebbe non essere un suicidio. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario dopo che l’autopsia ha evidenziato elementi incompatibili con l’ipotesi iniziale.

I dubbi emersi dall’esame autoptico

Il medico legale ha depositato ieri la relazione completa che solleva seri interrogativi. Le lesioni riscontrate sul corpo della magistrata non corrisponderebbero alla dinamica ipotizzata nei primi rilievi. In particolare, tracce di contusioni multiple sulle braccia e sul collo suggeriscono una colluttazione avvenuta nelle ore precedenti al decesso.

La Bellini era stata trovata dal marito al rientro dal lavoro, intorno alle 19:30. Accanto al corpo c’erano flaconi di farmaci, ma le analisi tossicologiche hanno rivelato concentrazioni inferiori rispetto a quelle che ci si aspetterebbe in caso di overdose volontaria. E poi c’è l’orario: gli investigatori hanno stabilito che la morte è avvenuta tra le 14 e le 16, quando solitamente la giudice era ancora in tribunale.

Il cellulare scomparso e le ultime chiamate

Ma c’è un altro elemento che non torna. Il telefono cellulare della magistrata non è stato trovato nell’appartamento. Gli inquirenti hanno acquisito i tabulati e stanno ricostruendo gli ultimi contatti. Risulta che alle 13:47 la Bellini abbia ricevuto una chiamata da un numero non salvato in rubrica, durata 4 minuti e 23 secondi.

Subito dopo quella telefonata, la giudice ha lasciato il tribunale con due ore d’anticipo rispetto al solito. “Stiamo vagliando ogni possibilità”, ha dichiarato il procuratore aggiunto Marco Ferri. “La vittima aveva ricevuto minacce in passato per alcune sentenze particolarmente delicate”.

L’ombra dei processi in corso

La Bellini coordinava un’inchiesta sulla criminalità organizzata che aveva portato a 17 arresti lo scorso novembre. Inoltre seguiva personalmente tre procedimenti per corruzione che coinvolgevano imprenditori e funzionari pubblici. Yet nessuno dei colleghi aveva notato comportamenti anomali o segni di depressione nelle settimane precedenti.

I carabinieri del RIS stanno passando al setaccio l’abitazione per la seconda volta, alla ricerca di impronte o tracce biologiche. Gli investigatori non escludono che qualcuno possa essere entrato nell’appartamento quella mattina. Le telecamere del condominio sono già state acquisite e sono al vaglio degli inquirenti. Nei prossimi giorni si attendono i risultati degli esami del DNA su alcuni campioni prelevati sotto le unghie della vittima.

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