Carta d’identità cartacea ancora valida: niente addio anticipato

La carta d’identità cartacea non sparirà prima del previsto. Il governo ha fatto marcia indietro: i documenti già in circolazione resteranno validi fino alla loro scadenza naturale, senza alcun obbligo di sostituzione anticipata con la versione elettronica. Una decisione che riguarda milioni di italiani e che mette fine, almeno per ora, a mesi di incertezza.

Cosa cambia per i cittadini

In pratica, non cambia quasi nulla nell’immediato. Chi ha in tasca una carta d’identità cartacea ancora valida può continuare a usarla senza problemi, che scada tra sei mesi o tra dieci anni. Non c’è nessuna fretta di correre allo sportello del Comune. E questo vale sia per i documenti rilasciati di recente sia per quelli più vecchi, purché non siano scaduti.

La carta d’identità elettronica, la cosiddetta CIE, rimane ovviamente l’unica opzione per i rinnovi e per chi deve richiedere il documento per la prima volta. Ma chi ha già il cartaceo può stare tranquillo.

La retromarcia del governo

Nei mesi scorsi si era parlato con insistenza di un possibile blocco anticipato della validità dei documenti cartacei, con l’obiettivo di accelerare la transizione digitale e uniformare il parco documenti in circolazione. L’idea aveva generato non poco allarme tra i cittadini, soprattutto anziani e persone meno abituate a fare i conti con le procedure burocratiche digitali.

Alla fine, la prudenza ha prevalso. «Abbiamo scelto di non creare disagio inutile alle famiglie», ha dichiarato un funzionario del Ministero dell’Interno, sottolineando come la priorità resti quella di garantire una transizione graduale e non traumatica verso i documenti elettronici.

Quante carte d’identità cartacee sono ancora in circolazione

I numeri aiutano a capire la portata della questione. Si stima che in Italia siano ancora in circolazione diversi milioni di carte d’identità cartacee valide. La CIE è stata introdotta in modo progressivo a partire dal 2016, ma la sua diffusione capillare ha richiesto tempo. Molti Comuni, soprattutto quelli più piccoli, hanno completato la transizione solo negli ultimi anni.

Ancora oggi, una quota significativa della popolazione over 65 detiene esclusivamente il documento cartaceo.

Cosa succederà nei prossimi anni

La direzione di marcia resta quella del digitale, non c’è dubbio. Ma i tempi si allungano. Con questa decisione, il passaggio completo alla CIE potrebbe slittare ben oltre il 2026, data inizialmente indicata come orizzonte di riferimento da alcuni documenti programmatici del governo.

Nel frattempo, i Comuni continueranno a rilasciare solo la versione elettronica per i nuovi documenti. E la carta d’identità cartacea si estinguerà per via naturale, anno dopo anno, man mano che i vecchi documenti arriveranno a scadenza. Un addio lento, quasi impercettibile. Ma inevitabile.

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