Belgio e Francia convocano gli ambasciatori russi dopo l’invito di Mosca agli stranieri a lasciare Kiev
I ministeri degli esteri belga e francese hanno entrambi convocato gli ambasciatori russi a Bruxelles e Parigi nella mattinata di mercoledì 27 maggio 2026, in una risposta diplomatica coordinata alla dichiarazione notturna di Mosca che invitava i cittadini stranieri a “lasciare Kiev”. La doppia convocazione, confermata da Al Jazeera e diverse agenzie di stampa, segna uno degli scambi diretti più duri tra la Russia e le capitali UE dall’inizio dell’anno.
La dichiarazione russa
La dichiarazione del ministero degli esteri russo, diffusa la sera del 26 maggio, invitava “i cittadini stranieri non impegnati in attività umanitarie essenziali a lasciare Kiev per motivi di sicurezza personale”. I diplomatici UE consultati da Reuters hanno interpretato la formulazione come un segnale appena velato che Mosca potrebbe pianificare un’escalation contro la capitale ucraina — potenzialmente una rinnovata campagna di missili e droni — e stava di fatto avvertendo in anticipo le ambasciate. L’ambasciata russa a Kiev è stata ridotta a personale minimo nel 2022 e non è più operativa da allora.
Risposta coordinata dell’UE
Il coordinamento delle convocazioni belga e francese — annunciate a circa due ore di distanza l’una dall’altra mercoledì mattina — non è stato una coincidenza. I due paesi copresiedono il gruppo di lavoro dell’UE sulle minacce ibride sotto l’attuale presidenza cipriota, e la riunione del Consiglio SEE a Bruxelles di mercoledì ha fornito il contesto istituzionale per la reazione coordinata. Il ministro degli esteri belga Maxime Prévot e il suo omologo francese hanno emesso dichiarazioni quasi identiche chiedendo chiarimenti e condannando l’impostazione dell’avvertimento russo.
Bruxelles condanna la “minaccia implicita”
Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha emesso una dichiarazione mercoledì pomeriggio descrivendo l’annuncio russo come “una minaccia implicita contro una capitale sovrana e contro la comunità diplomatica presente in Ucraina”. L’Alto rappresentante Kaja Kallas, parlando dopo il Consiglio SEE, ha affermato che l’UE “non si lascerà intimidire” e ha riconfermato l’impegno dell’unione al sostegno militare e finanziario continuo per Kiev, inclusa la prossima tranche dello Strumento europeo per la pace prevista per l’erogazione a metà giugno.
Reazione ucraina
Il ministro degli esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito la dichiarazione russa “terrorismo psicologico” in una conferenza stampa mercoledì pomeriggio a Kiev. Sybiha ha osservato che le difese aeree ucraine avevano intercettato un numero record di droni Shahed nelle precedenti 72 ore, incluso il 95% dei proiettili lanciati nella notte tra il 25 e il 26 maggio. Le autorità di Kiev non hanno alzato il livello di allerta della protezione civile nonostante la dichiarazione russa, ma i servizi di emergenza sono stati messi in stato di allerta rafforzata.
Consultazioni NATO
Il Segretario generale della NATO Mark Rutte ha convocato consultazioni informali con le capitali alleate mercoledì pomeriggio. Secondo funzionari dell’alleanza, le discussioni si sono concentrate sulla condivisione di intelligence su possibili preparativi russi piuttosto che su nuovi dispiegamenti diretti. Non si prevede che il Consiglio Nord Atlantico si riunisca formalmente sulla questione a meno che non si materializzi una concreta escalation russa, ma le consultazioni sottolineano che l’avvertimento russo ha avuto ripercussioni ben oltre gli Stati membri dell’UE.
Contesto: la più ampia campagna ibrida
Le convocazioni di Bruxelles e Parigi si inseriscono in uno schema più ampio di reazione europea contro quella che i funzionari descrivono come una campagna ibrida russa sostenuta. I mesi recenti hanno visto l’arresto di sospetti agenti dell’intelligence russa in Polonia, Germania e negli stati baltici; molteplici tentativi di sabotaggio di cavi sottomarini nel Mar Baltico; e un flusso costante di campagne di disinformazione rivolte alle elezioni dell’UE. La convocazione del 27 maggio, sebbene innescata da una dichiarazione specifica, segnala una maggiore volontà delle capitali UE di affrontare Mosca in tempo reale piuttosto che attraverso pacchetti di sanzioni ritardati.
Implicazioni per il pacchetto del 16 giugno
Il riacutizzarsi diplomatico arriva in un momento politicamente delicato per Bruxelles. Il pacchetto della Commissione del 16 giugno sull’adesione di Ucraina e Moldavia — già previsto come politicamente controverso — si presenta ora sullo sfondo di nuove minacce russe contro Kiev. I diplomatici UE indicano che l’incidente del 27 maggio rafforzerà probabilmente il caso politico per accelerare il percorso di adesione dell’Ucraina e per un’ulteriore tranche di aiuti militari, sebbene l’opposizione ungherese rimanga un ostacolo strutturale.
Cosa succederà dopo
I ministeri degli esteri belga e francese dovrebbero pubblicare giovedì 28 maggio una dichiarazione congiunta che riassume la sostanza delle loro conversazioni con gli ambasciatori russi. Il ministero degli esteri russo finora non ha commentato pubblicamente la doppia convocazione. Gli analisti con sede a Bruxelles avvertono che l’assenza di un coinvolgimento pubblico russo potrebbe essere essa stessa un segnale, con Mosca che preferisce lasciare intatta la dichiarazione originale “lasciare Kiev” senza chiarimenti — una tattica coerente con precedenti schemi di ambiguità strategica.
