«Bruxelles presenta il pacchetto sulla sovranità tecnologica la prossima settimana: Cloud, IA e Chips Act 2»
La Commissione europea presenterà il suo pacchetto sulla sovranità tecnologica mercoledì 27 maggio 2026, tra una settimana, con due strumenti legislativi di punta: il Cloud and AI Development Act e il Chips Act 2. Il pacchetto, elaborato dal gabinetto della Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia Henna Virkkunen, è stato indicato dalla Presidente Ursula von der Leyen come la risposta normativa centrale alle rinnovate preoccupazioni per la dipendenza dell’Europa dalle infrastrutture cloud e dai semiconduttori di frontiera non europei, in un momento in cui entrambi sono diventati acutamente strategici.
Le ragioni della sovranità tecnologica nel 2026
Il terreno politico per il pacchetto è stato preparato da una serie di episodi di alto profilo e sviluppi normativi. Le tensioni geopolitiche attorno a Mythos e ad altri sistemi avanzati di intelligenza artificiale hanno riaperto il dibattito sull’esposizione dell’Europa ai modelli fondazionali non europei e alla capacità cloud necessaria per addestrarli e gestirli. La guerra in Iran e le conseguenti interruzioni delle catene di approvvigionamento hanno rafforzato la percezione più generale che la resilienza europea dipenda dalla capacità industriale interna all’Unione, e non da un accesso garantito a fornitori d’oltremare. E il persistente divario tra la quota europea della domanda mondiale di semiconduttori e la sua quota di produzione — la giustificazione originaria del Chips Act del 2023 — non si è ridotto nonostante i consistenti investimenti pubblici già impegnati.
Il contenuto atteso del Cloud and AI Development Act
Il Cloud and AI Development Act è strutturato attorno a tre obiettivi di policy. In primo luogo, l’espansione della capacità cloud europea attraverso incentivi agli investimenti mirati, schemi di certificazione e misure sul versante degli appalti. In secondo luogo, il sostegno allo sviluppo della capacità in materia di intelligenza artificiale all’interno dell’Europa — comprendendo le infrastrutture di calcolo, lo sviluppo di modelli, gli spazi di dati e il quadro normativo per l’IA nei settori critici. In terzo luogo, un approccio coordinato alla cybersicurezza dell’IA, che integri l’attuazione della direttiva NIS2 con nuovi requisiti specifici per i sistemi di IA di frontiera.
Si prevede inoltre che l’Atto introduca un quadro «Europe-first» per gli appalti pubblici di servizi cloud, basandosi sullo schema di certificazione EUCS. Il livello di preferenza per i fornitori europei — e la definizione precisa di cosa si intenda per fornitore europeo — è stata la questione più controversa nelle deliberazioni interne della Commissione, con il settore industriale diviso tra chi chiede criteri rigidi e chi avverte che un approccio eccessivamente restrittivo rischia di chiudere il mercato europeo in favore di operatori storici incapaci di competere per scala con gli hyperscaler statunitensi.
Il Chips Act 2
Il Chips Act 2 è concepito come il successore del Chips Act del 2023, il cui obiettivo di raddoppiare la quota europea della produzione mondiale di semiconduttori al 20 percento entro il 2030 è stato ampiamente giudicato come difficilmente raggiungibile con le traiettorie attuali. Il nuovo strumento si concentrerà su tre ambiti: le attrezzature e i materiali, settore in cui l’Europa mantiene una posizione competitiva grazie ad ASML e a una serie di operatori specializzati; la capacità produttiva sui nodi avanzati, dove il divario con l’Asia e gli Stati Uniti è più acuto; e il più ampio bacino di talenti e ricerca nel settore dei semiconduttori, incluso il ruolo degli IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) e della European Chips Joint Undertaking.
La Commissione ha segnalato che il Chips Act 2 non intende rivedere l’obiettivo di una quota produttiva del 20 percento — politicamente troppo delicato da indebolire — ma si concentrerà sulle misure necessarie a renderlo più raggiungibile. Il settore industriale si aspetta, in particolare, una maggiore flessibilità negli aiuti di Stato per gli impianti di packaging avanzato e nuovi partenariati con produttori extra-UE, incluse potenzialmente partnership con Giappone, Corea del Sud e Taiwan.
Il percorso istituzionale
Dopo l’adozione da parte della Commissione il 27 maggio, le proposte entreranno nella procedura legislativa ordinaria. La Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) del Parlamento europeo dovrebbe guidare l’iter su entrambi i fascicoli, con i relatori che saranno nominati nelle settimane successive. Gli Stati membri esamineranno le proposte attraverso la configurazione Competitività del Consiglio. Il clima politico — con il Parlamento che esprime un forte sostegno a una maggiore autonomia tecnologica europea attraverso i gruppi Renew, PPE e S&D, e con gli Stati membri divisi sul giusto equilibrio tra sovranità e apertura — lascia presagire un negoziato difficile ma non impossibile, che si protrarrà nel corso dell’autunno e fino al 2027.
Fonti: Priorità della sessione plenaria di Renew Europe 18-21 maggio 2026; programma della Commissione europea; ordine del giorno del Collegio dei Commissari del 27 maggio 2026; gabinetto della Vicepresidente esecutiva Virkkunen.
