Sanchez: ‘Il Parlamento somigli più alla strada e meno agli attici’

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha lanciato un appello per un Parlamento che rappresenti la gente comune, non solo i privilegiati. In un’intervista a Diario.es, ha dichiarato: “È ora che il Parlamento somigli di più alla strada e non a chi vive negli attici”. Le sue parole arrivano dopo la morte di Maricarmen, l’87enne sfrattata dalla sua casa di Madrid, un caso che ha scatenato indignazione in tutto il paese e mobilitazioni per il diritto all’abitazione.

Sanchez ha annunciato elezioni anticipate per il 29 novembre, nove mesi prima della fine naturale della legislatura. La decisione è maturata dopo che il Congresso ha bocciato due decreti contro gli sfratti, con i voti contrari di Partito Popolare, Vox e Junts per Catalunya. Il premier accusa le forze conservatrici di aver voltato le spalle ai cittadini più vulnerabili. “Se il Parlamento volta le spalle alla cittadinanza, la cittadinanza ha tutto il diritto di reclamare la risposta a ciò che sta richiedendo, che è un intervento determinato sul mercato della casa”, ha affermato.

Sulla morte di Maricarmen, Sanchez ha detto: “Rifiuto qualsiasi tipo di politicizzazione del dolore”. Ma ha aggiunto: “Quello che bisogna fare è rivendicare la politica affinché quel dolore non si produca”. Il governo ha già approvato decreti per impedire sfratti di persone vulnerabili e Sanchez promette che “non si verificherà nessuno sgombero fino alla fine della legislatura”.

La campagna elettorale e i sondaggi

Sanchez presenta il voto come una scelta tra “diritti o tagli” e tra “la gente o gli interessi dei fondi avvoltoio”. Ma i sondaggi non sono favorevoli. Un sondaggio flash di 40dB per El Pais e Cadena Ser, condotto dopo la morte di Maricarmen, dà a Partito Popolare e Vox insieme il 50,8% dei consensi, contro il 35,7% del blocco progressista. Il Pp è al 31,9%, Vox al 18,9%. Insieme potrebbero conquistare tra 186 e 214 seggi su 350, ben oltre la soglia di 176 per la maggioranza assoluta.

Il Psoe cresce di sette decimi al 28,1%, ma resta sotto il 31,7% delle elezioni del luglio 2023. Sumar scende al 5,3% e Podemos al 2,3%. Se corressero separati, otterrebbero solo 2 e 7 seggi rispettivamente. Una candidatura unitaria della sinistra alla sinistra dei socialisti, che non ha ancora preso forma, potrebbe arrivare al 9,5% e tra 15 e 19 seggi.

Il duello televisivo e le accuse di ingerenze

Il leader del Pp, Alberto Núñez Feijóo, ha accettato un duello televisivo pre-elettorale con Sanchez, proponendo la data del 16 novembre. Il Pp accetta anche un dibattito con tutti i candidati il 26 novembre e un confronto tra portavoce dei gruppi parlamentari il 23 novembre su Rtve, a condizione che sia condotto da professionisti interni all’emittente pubblica e in uno spazio di propria produzione. Il Pp denuncia una presunta parzialità della tv pubblica.

Sanchez si è detto preoccupato per possibili ingerenze straniere nella campagna elettorale, “e non soltanto da parte di nazioni, ma anche di attori non statali”. Ha citato le critiche alle politiche abitative del governo rilasciate sui social da Jeff Bezos, chiedendosi perché “questi oligarchi prendano posizioni su dibattiti che li riguardano solo marginalmente”. Ha respinto le accuse della destra su presunte irregolarità nel voto per corrispondenza come “falsità” dettate “dalla paura di perdere le elezioni”. Nonostante i sondaggi avversi, Sanchez si dice fiducioso: “Non vedo altra scelta che continuare a governare. Vedo, inoltre, l’atmosfera, la speranza e l’ambizione che si è prodotta nella sinistra”.

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