Semilibertà per Chico Forti: il tribunale dice sì

Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha concesso la semilibertà a Chico Forti, il produttore televisivo trentino che ha trascorso oltre vent’anni nelle carceri americane prima del rimpatrio in Italia nel 2024. Una svolta concreta, dopo anni di battaglie legali e diplomatiche che avevano tenuto col fiato sospeso l’intera opinione pubblica italiana.

La decisione del tribunale e cosa cambia ora

Il provvedimento, emesso nelle ultime ore, permette a Forti di uscire dal carcere durante il giorno per svolgere attività lavorativa o di pubblica utilità, con l’obbligo di rientrare la sera. Non è la libertà piena — e questa distinzione conta. Forti, 64 anni, era stato condannato all’ergastolo in Florida nel 2000 per l’omicidio di Dale Pike, figlio di un imprenditore con cui aveva avuto rapporti d’affari. Ha sempre proclamato la propria innocenza.

Un rappresentante del Ministero della Giustizia ha dichiarato che «il percorso di reinserimento di Forti proseguirà nel rispetto delle norme vigenti e sotto la supervisione delle autorità competenti».

Un caso che ha diviso l’Italia per decenni

La vicenda Forti è diventata un caso mediatico senza precedenti. Campagne social, petizioni con centinaia di migliaia di firme, interventi di politici di ogni schieramento. Il suo ritorno in Italia, avvenuto a maggio 2024 dopo trattative durate anni tra Roma e Washington, era stato accolto come un momento storico.

Ora si apre una nuova fase. La semilibertà è solo un primo passo: i suoi legali puntano alla revisione completa della condanna.

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