Monteleone sotto accusa: toni morbosi e atteggiamento saccente in tv
Le critiche del Corriere della Sera al conduttore
Roberto Monteleone finisce nel mirino della critica televisiva. Il Corriere della Sera ha pubblicato una recensione durissima nei confronti del giornalista e conduttore, accusandolo di presentare i casi di cronaca nera con un approccio definito «morboso», inadeguato e, soprattutto, fastidiosamente autoreferenziale. Non sono critiche lievi. Sono giudizi che toccano il metodo, il tono, e quella che il quotidiano milanese chiama un’ossessione per i dettagli più truculenti delle storie che porta in video.
Secondo i critici del Corriere, Monteleone adotterebbe uno stile che mette al centro se stesso più che i fatti. E questo, in un genere televisivo già di per sé scivoloso come la cronaca nera, rischia di trasformare il dolore delle vittime in intrattenimento a bassa qualità. Still, il conduttore conta su un pubblico fedele che lo segue da anni.
Il problema della cronaca «spettacolarizzata»
Il fenomeno non riguarda solo Monteleone. La televisione italiana ha un rapporto complicato con la cronaca nera. Programmi che vanno in onda per ore, con ospiti che si accavallano, grafiche ridondanti, ricostruzioni che rasentano il sensazionalismo. Ma il caso Monteleone colpisce per la specificità delle accuse: non è solo questione di format, è una questione di stile personale.
«Il confine tra informare e speculare sul dolore altrui è sottile, e non sempre i conduttori ne tengono conto», ha dichiarato un esperto di comunicazione televisiva interpellato sul tema. «Quando il presentatore diventa il protagonista della storia invece delle vittime, qualcosa non funziona.»
Dati alla mano, i programmi di cronaca nera in prima serata raccolgono in media tra 1,2 e 1,8 milioni di spettatori. Numeri che giustificano, agli occhi delle reti, investimenti e continuità editoriale. Ma i numeri non bastano a silenziare il dibattito etico.
Cosa succederà adesso
La recensione del Corriere ha scatenato un dibattito sui social network che nelle prime 24 ore ha generato oltre 4.000 commenti e condivisioni tra Twitter e Facebook. Molti utenti si sono divisi: c’è chi difende Monteleone come voce autentica e appassionata, e chi invece condivide pienamente le critiche del quotidiano.
La rete per cui lavora il conduttore non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Yet la questione resta aperta. Se la televisione italiana vuole davvero fare un passo avanti nel racconto della cronaca, dovrà trovare un equilibrio tra audience e responsabilità. And quel passo, probabilmente, non potrà prescindere da una riflessione interna seria sul ruolo dei suoi volti più riconoscibili. Il dibattito è appena iniziato.
