Raid russi su Kiev: tre morti, tra le vittime un bambino

Una notte di terrore su Kiev. Nella notte tra martedì e mercoledì la capitale ucraina è stata colpita da due ondate successive di attacchi missilistici e droni russi, che hanno causato almeno tre morti — tra cui un bambino — e diversi feriti nella regione metropolitana. Le esplosioni sono state avvertite anche a Dnipro, a oltre 400 chilometri di distanza.

Due ondate di attacchi, la città sotto assedio

Il primo attacco è scattato intorno all’una di notte ora locale. Le sirene antiaeree hanno risuonato per tutta la città, costringendo decine di migliaia di residenti a rifugiarsi nei bunker e nelle stazioni della metropolitana. Poi, a distanza di poco più di un’ora, una seconda ondata ha colpito aree già provate dalla prima. Le forze di difesa aerea ucraine hanno intercettato parte dei proiettili, ma alcuni hanno raggiunto zone residenziali nei sobborghi della capitale.

Tra le vittime c’è un bambino, la cui età non è stata ancora resa nota ufficialmente. Gli altri due morti sono adulti. I feriti accertati sono almeno undici, alcuni dei quali versano in condizioni gravi.

Danni alle infrastrutture e ai palazzi residenziali

I detriti dei droni abbattuti hanno causato incendi in almeno quattro quartieri diversi. Un palazzo di sei piani nel distretto di Darnytsia ha subito danni strutturali al tetto e ai piani superiori. Vigili del fuoco e squadre di soccorso hanno lavorato per ore sul posto. Strade bloccate, auto distrutte, vetri in frantumi ovunque.

È una scena che i residenti di Kiev conoscono bene. Ma questa volta l’intensità era diversa.

«Stiamo documentando ogni singolo attacco per portarlo davanti alle sedi internazionali competenti», ha dichiarato un portavoce dell’amministrazione militare di Kiev. «Non è un obiettivo militare, è un quartiere dove vivono famiglie».

Esplosioni anche a Dnipro, allerta in tutto il Paese

Parallelamente agli attacchi sulla capitale, forti esplosioni sono state segnalate a Dnipro, nel centro-est del Paese. Le autorità locali hanno confermato danni a infrastrutture energetiche nella regione, senza però fornire dettagli precisi per ragioni di sicurezza. L’allerta aerea è scattata in quasi tutte le regioni ucraine, dal nord al sud.

Secondo i dati preliminari delle forze armate ucraine, nella sola notte di mercoledì sono stati lanciati oltre 70 ordigni tra missili e droni Shahed. Di questi, circa 40 sarebbero stati abbattuti prima di raggiungere i bersagli.

Cosa succede adesso

Le autorità ucraine hanno già avviato le operazioni di sgombero delle macerie e stanno valutando l’entità complessiva dei danni. Il governo di Zelensky ha convocato una riunione d’emergenza per la mattina. Sul fronte diplomatico, Kiev chiede con urgenza nuovi sistemi di difesa aerea agli alleati occidentali — una richiesta che si ripete da mesi, ma che dopo questa notte torna al centro di tutto.

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