Taty Almeida morta a 95 anni: addio a un’icona di Plaza de Mayo
Taty Almeida, una delle voci più riconoscibili del movimento per i diritti umani in Argentina, è morta a 95 anni. La storica attivista delle Madres de Plaza de Mayo — Línea Fundadora si è spenta lasciando un vuoto enorme in un paese che ancora fa i conti con i crimini della dittatura militare (1976-1983).
Una vita spesa a cercare la verità
Almeida aveva perso il figlio Alejandro nel 1975, quando il ragazzo aveva soli 20 anni. Fu sequestrato e fatto sparire dal regime. Da quel momento, come tante altre madri argentine, non smise mai di chiedere giustizia. Ogni giovedì, per decenni, girò attorno alla piramide bianca al centro di Plaza de Mayo con il fazzoletto bianco in testa — simbolo che il mondo intero ha imparato a riconoscere.
Non era solo una madre in lutto. Era una militante a tempo pieno, una donna che sapeva parlare ai giovani, che andava nelle scuole, che rilasciava interviste fino a pochi anni fa con una lucidità e una determinazione che stupiva chiunque la incontrasse.
Il cordoglio dell’Argentina
La notizia della sua morte ha attraversato rapidamente i social network argentini. Politici di ogni orientamento hanno espresso le condoglianze, anche se le posizioni sul suo lavoro non sono mai state unanimi nel paese. Il presidente della Camera dei Deputati ha dichiarato: «Taty Almeida ha incarnato la memoria viva di una generazione che non possiamo permetterci di dimenticare.»
La sua morte arriva in un momento politicamente sensibile per l’Argentina, con il governo Milei che ha adottato posizioni revisioniste sulla dittatura, ridimensionando il numero ufficiale dei desaparecidos — stimato storicamente in circa 30.000 persone — e smantellando alcune strutture dedicate alla memoria storica.
Un simbolo oltre i confini argentini
Il nome di Almeida era conosciuto ben oltre Buenos Aires. Aveva ricevuto riconoscimenti internazionali, partecipato a forum alle Nazioni Unite, e incontrato capi di stato e premi Nobel. Ma lei stessa ripeteva spesso che l’unica cosa che contava davvero era sapere dove erano finiti i corpi dei figli, dare una sepoltura degna ai ragazzi spariti nel nulla.
Aveva 95 anni. Quasi sette decenni di vita trascorsi tra la perdita e la resistenza.
Cosa resta dopo di lei
Le Madres de Plaza de Mayo — Línea Fundadora, il gruppo fondato nel 1986 dopo una scissione interna al movimento originario, dovrà ora affrontare un futuro senza alcune delle sue figure più storiche. L’età avanza e le fondatrici se ne vanno una dopo l’altra.
Yet la loro eredità è concreta: banche del DNA per identificare i figli dei desaparecidos adottati illegalmente, processi celebrati e condanne emesse, un archivio storico che resiste. Taty Almeida non sarà dimenticata facilmente. Il fazzoletto bianco che portava in testa ogni giovedì è già diventato, da tempo, patrimonio dell’umanità.
