Trump: ‘Accordo con l’Iran possibile, ma no all’arma nucleare’
Donald Trump torna a parlare di Iran e lo fa con un messaggio doppio, quasi contraddittorio: la porta del dialogo resta aperta, ma Teheran non potrà mai mettere le mani su un’arma nucleare. Il presidente americano ha rilasciato queste dichiarazioni nelle ultime ore, alimentando speculazioni su un possibile nuovo round di negoziati tra Washington e la Repubblica islamica.
La posizione di Trump: dialogo sì, bomba no
«Un accordo con l’Iran è ancora possibile», ha detto Trump, usando toni sorprendentemente distesi per chi, nel suo primo mandato, aveva strappato l’intesa nucleare del 2015 firmata da Obama. Ma stavolta il contesto è diverso. L’Iran ha accelerato l’arricchimento dell’uranio fino al 60%, una soglia che gli esperti considerano pericolosamente vicina al livello militare del 90%. E il tempo stringe.
Still, Trump non sembra voler chiudere la porta diplomatica. La sua linea è chiara: trattare, ma da una posizione di forza assoluta. Nessuna concessione sul nucleare militare. Zero.
Il contesto: sanzioni e pressioni economiche
Le sanzioni americane continuano a soffocare l’economia iraniana. Il rial ha perso oltre il 30% del suo valore negli ultimi dodici mesi. La disoccupazione giovanile supera il 25%. In questo scenario, alcuni analisti ritengono che Teheran potrebbe avere interesse a sedersi al tavolo, almeno per guadagnare tempo e allentare la morsa economica.
Un funzionario dell’amministrazione americana, che ha chiesto l’anonimato, ha spiegato: «Siamo pronti a esplorare ogni canale diplomatico, ma i parametri non sono negoziabili. L’Iran deve scegliere tra integrazione economica e isolamento totale.»
Le reazioni internazionali
L’Europa guarda con attenzione. Francia, Germania e Regno Unito — i cosiddetti E3 — hanno da tempo avvertito che una crisi nucleare iraniana sarebbe destabilizzante per l’intera regione. Israele, invece, mantiene una linea più dura: per Tel Aviv, qualsiasi accordo che non smantelli completamente il programma nucleare di Teheran è insufficiente.
And then c’è la Russia, che ha interessi propri nel dossier iraniano e non vede di buon occhio un avvicinamento tra Washington e Teheran.
Cosa succede adesso
I prossimi 60-90 giorni saranno cruciali. Fonti diplomatiche parlano di possibili contatti indiretti attraverso l’Oman, che in passato ha già fatto da intermediario. Non è la prima volta che Muscat gioca questo ruolo delicato.
Trump vuole un accordo. Ma lo vuole alle sue condizioni.
Resta da capire se l’Iran, con le elezioni interne che complicano ogni mossa del governo Pezeshkian, sarà disposto a fare i passi necessari. Il mondo osserva. E il tempo per una soluzione diplomatica, avvertono gli esperti, non è infinito.
