Telt: ‘A Chiomonte il peggior attacco ai cantieri Tav dal 2011’
Un’escalation senza precedenti. Nella notte tra giovedì e venerdì, il cantiere Tav di Chiomonte, in Val di Susa, è stato teatro di quello che Telt — la società italo-francese che gestisce la realizzazione del tunnel di base del Moncenisio — ha definito senza mezzi termini il peggior attacco subìto dall’infrastruttura dal lontano 2011. Danni ingenti, lavori interrotti e una rabbia palpabile tra i responsabili di cantiere.
Cosa è successo nella notte
Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di ignoti ha fatto irruzione nell’area di cantiere, danneggiando mezzi, attrezzature e strutture operative. Ma la parte più grave riguarda la distruzione delle centraline per il monitoraggio ambientale, strumenti essenziali per tenere sotto controllo i parametri dell’aria, del suolo e delle acque sotterranee nella zona interessata dai lavori. Senza quei dispositivi, le operazioni di scavo rischiano di subire uno stop forzato. Almeno 7 centraline sono state rese inutilizzabili.
E non è solo una questione economica. La loro distruzione rappresenta un attacco diretto alla sicurezza ambientale del territorio, proprio quello che i No Tav dicono di voler proteggere.
La reazione di Telt
La società ha diffuso un comunicato duro, senza giri di parole: «Quello che è avvenuto stanotte a Chiomonte è l’atto vandalico più grave che abbiamo registrato sul cantiere dalla sua apertura, ormai tredici anni fa». Un portavoce della società ha aggiunto che i danni sono ancora in fase di quantificazione, ma che si parla di centinaia di migliaia di euro tra attrezzature distrutte e centraline da sostituire interamente.
I tecnici sono al lavoro per capire in quanto tempo sarà possibile ripristinare il sistema di monitoraggio. Nel frattempo, alcune attività sono state temporaneamente sospese per ragioni di sicurezza.
Il contesto: una tensione mai sopita
La Val di Susa è da decenni terreno di scontro tra i sostenitori dell’Alta Velocità Torino-Lione e il movimento No Tav, uno dei più longevi e radicati d’Europa. Gli episodi di sabotaggio non sono nuovi, ma l’intensità di quello di venerdì ha sorpreso anche gli osservatori più esperti. Il 2011 rimane nella memoria come l’anno degli scontri più violenti, con centinaia di manifestanti e forze dell’ordine coinvolti. Quello che è accaduto adesso riapre ferite che sembravano, se non chiuse, almeno cicatrizzate.
Still, il cantiere nei mesi scorsi aveva registrato un’accelerazione significativa nei lavori, con il tunnel che ha superato i 9 chilometri di avanzamento sul versante italiano.
Cosa succede ora
La Procura di Torino ha aperto un’indagine. Le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza — alcune delle quali risultano anch’esse danneggiate — per identificare i responsabili. Telt ha già annunciato che presenterà denuncia formale e valuterà il rafforzamento del sistema di sicurezza perimetrale.
Il progetto del tunnel di base del Moncenisio, con un costo complessivo stimato attorno agli 8,6 miliardi di euro, è considerato un’opera strategica per il corridoio europeo Mediterraneo. Attacchi come questo non fermeranno i lavori, ha fatto sapere la società. Ma rallentarli, almeno per qualche giorno, ci sono già riusciti.
