Senago, testimone: «I soccorsi hanno tardato, quella ragazza urlava aiutatemi»

La testimonianza che scuote Senago

Una ragazza che urla nel buio. I minuti che passano. E un uomo che osserva, impotente, senza riuscire a fare nulla. È la testimonianza che rimbalza da Senago, comune alle porte di Milano, dopo un episodio che ha sollevato polemiche pesanti sui tempi di intervento dei soccorsi. Un residente ha raccontato di aver assistito alla scena dalla finestra, di aver chiamato il 112 e di aver aspettato — troppo a lungo, secondo lui — prima che qualcuno arrivasse.

«Urlava aiutatemi, aiutatemi. Io chiamavo, aspettavo. Mi sono sentito completamente impotente», ha dichiarato il testimone, un uomo di circa cinquant’anni che abita a poche decine di metri dal luogo dell’accaduto. Le sue parole sono diventate in poche ore il centro di un dibattito che investe non solo la gestione dell’emergenza a Senago, ma più in generale i tempi di risposta del sistema di soccorso nell’hinterland milanese.

I minuti del ritardo

Stando alla ricostruzione del testimone, sarebbero trascorsi almeno venti minuti tra la prima chiamata ai soccorsi e l’arrivo effettivo dei mezzi sul posto. Venti minuti in cui la giovane continuava a invocare aiuto. Una stima che le autorità non hanno ancora confermato ufficialmente, ma che nessuno ha smentito con precisione.

E questo è il nodo centrale. Non si tratta solo di una storia personale, per quanto dolorosa. Si tratta di capire se il sistema ha funzionato o no. Se quei venti minuti erano evitabili.

Un portavoce della centrale operativa del 118 ha spiegato che «ogni chiamata viene gestita in base alle priorità e alle risorse disponibili sul territorio in quel momento», senza entrare nel dettaglio del caso specifico. Una risposta che a molti residenti è sembrata insufficiente.

Senago e il problema delle periferie dimenticate

Senago ha circa 21.000 abitanti. È uno di quei comuni della cintura milanese che non fa notizia quasi mai — finché non succede qualcosa. E quando succede, emerge sempre lo stesso problema: la distanza dai grandi centri ospedalieri, la carenza di mezzi di soccorso dedicati, i tempi di percorrenza che si dilatano soprattutto di notte.

Non è la prima volta che si parla di ritardi in quest’area. Già nel 2022 un’altra vicenda simile aveva alimentato le stesse proteste, gli stessi appelli al Comune e alla Regione Lombardia. Ma le risposte concrete sono state poche.

Cosa succede adesso

Il Comune di Senago ha annunciato che chiederà una relazione ufficiale alle autorità sanitarie competenti per ricostruire esattamente la sequenza degli eventi. Ma i residenti non vogliono solo una relazione. Vogliono risposte.

La ragazza, stando a quanto trapelato, non sarebbe in pericolo di vita. Ma la domanda rimane aperta: se fosse stato diverso, se quei minuti fossero stati decisivi, chi avrebbe risposto di quella attesa?

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