Putin sente Trump: focus sull’Ucraina in vista del vertice Nato
Putin ha chiamato Trump. Una telefonata che il Cremlino definisce incentrata sull’Ucraina, e che arriva in un momento tutt’altro che casuale: mancano poche settimane al vertice della Nato previsto in Turchia, e le tensioni diplomatiche attorno al conflitto non accennano a calare.
Il contenuto della chiamata secondo Mosca
Il Cremlino ha confermato il colloquio telefonico tra i due leader in una nota diffusa nelle prime ore della mattina. Secondo quanto riferito dai portavoce russi, i due hanno discusso della situazione sul campo in Ucraina e delle possibili vie d’uscita dal conflitto, ormai entrato nel suo terzo anno. Nessun dettaglio concreto è stato fornito sulla durata della chiamata né sui punti specifici dell’agenda. And questo, in diplomazia, dice già qualcosa.
Un funzionario occidentale, parlando in forma anonima, ha commentato: “Ogni contatto diretto tra Washington e Mosca va monitorato con attenzione. Il rischio è che si negozino accordi sopra la testa di Kyiv.”
L’ombra del vertice Nato in Turchia
Il tempismo non è casuale. Il summit dell’Alleanza Atlantica si terrà a giugno ad Antalya, e gli alleati europei stanno cercando di blindare una posizione comune prima che Trump possa muoversi in autonomia. Finora, il presidente americano ha mostrato più di una volta una certa impazienza verso il dossier ucraino, arrivando a mettere in discussione il livello degli aiuti militari a Kyiv.
But l’Europa non sta a guardare. Francia e Germania hanno intensificato i contatti bilaterali nelle ultime 72 ore, mentre il segretario generale della Nato ha ribadito che qualsiasi accordo di pace dovrà rispettare la sovranità territoriale dell’Ucraina. Parole che suonano anche come un avvertimento preventivo a Washington.
Kyiv chiede garanzie, non promesse
La reazione ucraina alla notizia della telefonata è stata fredda. Il governo di Zelensky ha fatto sapere di essere stato informato dell’accaduto, ma ha sottolineato — non per la prima volta — che Kyiv pretende di essere parte attiva in qualsiasi negoziato. Non un oggetto della trattativa, ma un soggetto.
Sono circa 3.800 i chilometri di fronte attivo lungo i quali si combatte ancora ogni giorno. I numeri della guerra restano brutali, e ogni settimana si contano nuove vittime civili nelle regioni orientali del paese.
E ancora non si intravede una data concreta per un cessate il fuoco.
Cosa succede adesso
Nelle prossime settimane, l’attenzione si sposterà su Antalya. Il vertice Nato è fissato per il 26 e 27 giugno, e rappresenta la scadenza più ravvicinata entro cui le cancellerie occidentali dovranno trovare una posizione condivisa. Yet le variabili in gioco sono troppe: la tenuta del fronte ucraino, la disponibilità russa, e soprattutto le mosse di un presidente americano che ha già dimostrato di non amare i vincoli multilaterali. La telefonata di oggi è solo l’ultimo capitolo di una storia ancora aperta.
