Detenuti politici Venezuela: pestaggi nel carcere El Rodeo

Sette detenuti politici irreperibili, urla nella notte e segni di violenza sui corpi. Dal carcere di El Rodeo, alle porte di Caracas, arrivano denunce agghiaccianti: i familiari dei reclusi accusano le guardie penitenziarie di pestare sistematicamente i prigionieri, in quello che le organizzazioni per i diritti umani descrivono come un regime di terrore deliberato.

Le denunce delle famiglie

Tutto è esploso nelle ultime settimane. Diversi parenti dei detenuti, riuniti davanti ai cancelli della struttura, hanno raccontato di aver visto i loro cari durante i rari momenti di visita con lividi sul volto, costole rotte e difficoltà a camminare. Una madre, che preferisce non essere nominata per paura di ritorsioni, ha detto di non riuscire a dormire da giorni. «Mio figlio mi ha guardato e non ha potuto dirmi niente. Gli occhi parlavano per lui», ha riferito in lacrime.

L’ong venezuelana Foro Penal ha ufficialmente segnalato la sparizione di sette reclusi classificati come prigionieri politici. Non si sa dove si trovino. Non rispondono, non scrivono, non danno segni di vita da settimane.

Il terremoto e i timori per le strutture

A complicare il quadro ci ha pensato la natura. Un sisma di magnitudo 5,1 ha colpito la regione di Miranda a inizio mese, e El Rodeo si trova proprio in quell’area. Le autorità non hanno rilasciato alcun comunicato sullo stato della struttura. Nessuna verifica pubblica, nessun censimento dei detenuti dopo la scossa.

È questo il dettaglio che più allarma gli attivisti.

«Non sappiamo se le celle abbiano subito danni strutturali, se ci siano stati crolli parziali, se i detenuti siano stati spostati senza comunicarlo alle famiglie», ha dichiarato un portavoce di un’organizzazione umanitaria locale, che ha chiesto l’anonimato. «Il silenzio delle autorità è di per sé una risposta».

Il contesto politico

El Rodeo non è una prigione qualunque. Negli anni ha ospitato decine di oppositori al governo di Nicolás Maduro, attivisti, militari dissidenti e giornalisti. Le condizioni di detenzione sono state già condannate da Amnesty International e dall’Alto commissariato Onu per i diritti umani. Yet il Venezuela continua a negare l’esistenza di prigionieri politici nel paese, definendoli tutti «delinquenti comuni» o «terroristi».

Negli ultimi mesi la repressione è sembrata intensificarsi, specialmente dopo le contestate elezioni presidenziali del luglio 2024, quando centinaia di manifestanti furono arrestati in tutto il paese.

Cosa succederà adesso

Foro Penal ha annunciato che presenterà un rapporto formale alle istituzioni internazionali entro i prossimi giorni, con i nomi dei sette detenuti irreperibili e le testimonianze raccolte. And la pressione diplomatica potrebbe aumentare: diversi governi latinoamericani stanno monitorando la situazione con crescente preoccupazione.

Ma il tempo stringe. Se davvero ci sono feriti, se davvero ci sono persone sepolte sotto macerie o isolate in celle danneggiate, ogni giorno che passa potrebbe essere decisivo. Le famiglie aspettano fuori dai cancelli. Ancora.

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