Corteo Remigrazione: senzatetto allontanati dalle strade di Prati
A Roma, nel quartiere Prati, i senzatetto che abitualmente vivono nelle strade sono stati allontanati in vista del corteo sulla remigrazione previsto per oggi. Diverse persone senza fissa dimora hanno ricevuto l’invito perentorio a spostarsi dalla zona, secondo quanto denunciato dalle associazioni che si occupano di assistenza agli ultimi.
L’intervento delle forze dell’ordine
L’operazione è iniziata nelle prime ore del mattino di ieri, quando agenti in divisa hanno girato per le vie del quartiere. “È meglio se vi spostate”, avrebbero detto agli homeless che stazionano abitualmente tra via Cola di Rienzo e le strade limitrofe. Non si è trattato di un vero e proprio sgombero forzato, ma di un’azione di “pulizia” in vista della manifestazione organizzata da gruppi di estrema destra.
Almeno 15 persone sono state coinvolte nell’operazione. Alcuni hanno raccolto le loro poche cose e si sono spostati verso altre zone della capitale. Altri hanno cercato riparo nei centri di accoglienza, già sovraffollati.
Le proteste delle associazioni
“È un’operazione indecorosa che strumentalizza i più deboli”, hanno dichiarato i rappresentanti delle organizzazioni che operano sul territorio. “Non si può pensare di rendere invisibili i problemi sociali semplicemente spostando le persone da un quartiere all’altro. Questi cittadini hanno il diritto di esistere e di ricevere assistenza, non di essere trattati come un fastidio da nascondere.”
La coincidenza temporale con il corteo sulla remigrazione non è passata inosservata. Il tema dell’immigrazione e della gestione delle marginalità sociali torna così prepotentemente al centro del dibattito pubblico. Ma in modo paradossale.
Un problema sistemico
Il quartiere Prati, zona centrale e benestante di Roma, conta circa 40 senzatetto abituali secondo le stime delle associazioni. Durante l’inverno, il numero può salire fino a 60 persone. Molti di loro sono italiani, spesso ex lavoratori caduti in povertà dopo la perdita del posto di lavoro o problemi familiari.
Yet le istituzioni continuano a rispondere con soluzioni temporanee e repressive anziché con politiche di inclusione sociale durature. L’episodio di questi giorni dimostra come la città preferisca nascondere il disagio piuttosto che affrontarlo. So il problema resta, solo spostato di qualche isolato.
Nei prossimi giorni si attendono le reazioni ufficiali del Comune e della Prefettura, mentre le associazioni hanno annunciato che continueranno a monitorare la situazione e a fornire assistenza a chi ne ha bisogno, ovunque si trovi.
