Chemsex a Roma: arrestato professore della Sapienza per festini a base di droga della scimmia

Un professore universitario della Sapienza di Roma è finito in manette con l’accusa di aver organizzato festini a base di chemsex, utilizzando la cosiddetta droga della scimmia — una sostanza psicoattiva sempre più diffusa nei circuiti delle feste private ad alto rischio. L’arresto, eseguito nelle prime ore di martedì mattina, ha scosso il mondo accademico della capitale.

Chi è l’indagato e cosa è emerso

L’uomo, docente di ruolo in un dipartimento scientifico dell’ateneo romano, avrebbe ospitato almeno una decina di serate a sfondo sessuale nel suo appartamento nel quartiere Prati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma, le feste coinvolgevano un numero variabile di partecipanti, tra i 6 e i 15 per ogni serata. La droga della scimmia — tecnicamente nota come 3-MMC o 3-metilmetcatinone, una catinone sintetica — veniva distribuita durante gli incontri.

Le indagini sono partite da un’anonima segnalazione arrivata alcune settimane fa. Da lì, gli agenti hanno avviato una sorveglianza discreta che ha portato all’identificazione del professore e di diversi frequentatori abituali delle serate.

Cos’è la droga della scimmia e perché è pericolosa

La 3-MMC è una sostanza di sintesi che agisce sul sistema nervoso centrale, producendo euforia, abbassamento delle inibizioni e aumento della libido. È per questo che viene spesso associata al fenomeno del chemsex — l’uso combinato di droghe durante rapporti sessuali. Ma i rischi sono tutt’altro che trascurabili.

Può provocare tachicardia, psicosi acute, dipendenza rapida e, nei casi più gravi, collasso cardiocircolatorio. Diversi medici del pronto soccorso romani hanno segnalato negli ultimi mesi un aumento di accessi legati a questa sostanza.

«Stiamo assistendo a una diffusione preoccupante di queste sostanze in contesti apparentemente insospettabili», ha dichiarato un funzionario della Questura di Roma, senza rilasciare ulteriori dettagli sull’indagine in corso.

La reazione dell’università

La Sapienza ha fatto sapere di essere al corrente della situazione e di aver avviato una procedura interna di verifica. Il professore è stato sospeso cautelarmente in attesa degli sviluppi giudiziari. L’ateneo ha precisato che la vicenda riguarda comportamenti strettamente privati, ma che l’istituzione non intende sottrarsi alle proprie responsabilità.

Non è ancora chiaro se altri colleghi o studenti siano coinvolti nell’inchiesta.

Cosa succede adesso

Il professore è stato posto agli arresti domiciliari. L’accusa al momento è di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. And non si esclude che nelle prossime settimane possano emergere nuovi indagati. Gli inquirenti stanno analizzando telefoni e dispositivi elettronici sequestrati durante la perquisizione dell’appartamento.

Il caso riaccende il dibattito sul chemsex a Roma, un fenomeno che le autorità sanitarie monitorano da almeno tre anni ma che, stando ai numeri, sembra ancora lontano dall’essere contenuto.

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