Davis Aloschi, la giovane promessa della danza morta a 15 anni
Davis Aloschi non aveva ancora compiuto sedici anni, ma dentro la Scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano lo conoscevano già come uno di quei ragazzi che capitano una volta ogni tanto. Un talento vero, grezzo e già lucidato al punto giusto. E adesso non c’è più.
Chi era Davis Aloschi
Nato nel 2009, Davis aveva iniziato a studiare danza da bambino, come tanti. Ma la sua traiettoria era diversa. Selezionato per entrare alla prestigiosa Scuola di ballo della Scala — dove ogni anno vengono ammessi solo una manciata di allievi su centinaia di candidati — aveva dimostrato fin da subito una maturità artistica rara per la sua età. I suoi insegnanti lo descrivevano come un ragazzo serio, determinato, capace di sopportare la durezza del percorso accademico senza mai perdere la leggerezza sul palco.
Studiava, si allenava, sognava. Come fanno tutti i quindicenni, ma con qualcosa in più.
La dinamica dell’incidente
Davis è morto in seguito a un incidente stradale. I dettagli esatti della dinamica sono ancora al vaglio delle autorità competenti, ma la notizia si è diffusa rapidamente nel tardo pomeriggio di giovedì, lasciando familiari, compagni di corso e insegnanti senza parole. L’incidente è avvenuto fuori Milano. Il ragazzo non ha avuto scampo.
La Scuola di ballo ha sospeso le attività nelle ore immediatamente successive alla notizia. Un gesto formale, certo, ma anche profondamente umano.
Il dolore della Scala e della comunità della danza
«Siamo devastati. Davis era uno studente straordinario, ma soprattutto una persona meravigliosa», ha dichiarato un portavoce del Teatro alla Scala. «Il vuoto che lascia è incolmabile.»
E non sono solo parole di circostanza. Nel mondo della danza classica, dove i percorsi sono lunghi, faticosi e spesso solitari, i legami che si creano dentro le accademie sono fortissimi. I compagni di Davis — molti dei quali condividono con lui dormitori, sale prove, sogni — devono ora fare i conti con un’assenza che non hanno gli strumenti per elaborare. Hanno quindici, sedici, diciassette anni.
Un futuro che non vedremo mai
Erano in tanti, negli ambienti della danza, a indicare Davis Aloschi come uno dei nomi da seguire nei prossimi anni. La Scala sforna talenti con una certa regolarità, ma non tutti hanno quella combinazione di tecnica, presenza scenica e carattere che lui sembrava già possedere.
Still, è impossibile sapere cosa sarebbe diventato. Quel futuro adesso non esiste più, e tutto quello che resta sono i video delle sue esibizioni, i ricordi di chi l’ha conosciuto, e il dolore acuto di una perdita che non ha senso provare a spiegare. Ha vissuto 15 anni e ha fatto in tempo a lasciare un segno.
