Donald Trump portrait

Cacciari su Trump: «È un villano, meglio ignorare certe volgarità»

Massimo Cacciari non usa mezzi termini. Il filosofo e già sindaco di Venezia ha commentato con durezza le ultime uscite di Donald Trump, definendolo senza esitazione «un villano» e invitando la classe politica europea — e italiana in particolare — a non abbassarsi al livello del presidente americano rispondendo colpo su colpo alle sue provocazioni.

Le parole di Cacciari su Trump

«Siamo di fronte a volgarità cui è meglio non rispondere», ha dichiarato Cacciari in un’intervista rilasciata al Corriere del Veneto. Un giudizio netto, quasi sprezzante, che fotografa l’insofferenza di una parte significativa dell’intellettualità europea nei confronti dello stile comunicativo del tycoon di Mar-a-Lago. And non è la prima volta che il pensatore veneziano si esprime in questi termini: già in passato aveva criticato quella che chiama «la politica dello spettacolo», capace di travolgere il dibattito pubblico con slogan e insulti al posto di argomenti.

Trump, rientrato alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio dopo aver vinto le elezioni presidenziali del novembre 2024 con oltre 312 grandi elettori, ha ripreso con vigore il suo stile divisivo: dichiarazioni provocatorie su alleati NATO, battute al vetriolo su leader europei, post notturni su Truth Social che fanno tremare i mercati finanziari.

Il rischio di rispondere alle provocazioni

Secondo Cacciari, il vero pericolo non è Trump in sé, ma la reazione scomposta che riesce a suscitare. «Rispondergli con la stessa moneta significa accettare le sue regole del gioco», ha spiegato il filosofo. Yet è esattamente quello che molti politici europei hanno fatto nelle ultime settimane, scatenando botta e risposta sui social che raramente producono qualcosa di utile.

La questione è sostanziale. Se l’Europa vuole contare qualcosa nello scenario geopolitico dei prossimi anni — con la guerra in Ucraina ancora aperta e i dazi americani che minacciano settori produttivi cruciali — non può permettersi di ridurre ogni confronto diplomatico a una gara di insulti.

La politica italiana e il modello americano

Still, c’è chi in Italia guarda a Trump con ammirazione non del tutto celata. Alcuni esponenti della maggioranza di governo hanno nei mesi scorsi mostrato una certa sintonia con l’approccio del presidente repubblicano, almeno sul piano della comunicazione muscolare e della retorica anti-establishment.

«Il problema è culturale prima che politico», ha commentato un docente di scienze politiche dell’Università di Padova, sottolineando come il «trumpismo» abbia ormai contaminato stili e linguaggi ben oltre i confini americani.

Ma Cacciari sembra non volersi rassegnare. A 81 anni, continua a fare quello che ha sempre fatto: dire quello che pensa, anche quando non è comodo sentirlo.

Cosa succederà adesso

Nei prossimi mesi il confronto tra Europa e amministrazione Trump si farà ancora più serrato, soprattutto sul fronte commerciale e su quello della sicurezza collettiva. So la domanda vera è: l’Europa riuscirà a trovare una voce unitaria e autorevole, oppure si perderà nell’eco delle provocazioni di Washington?

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