Longo: «Per dimagrire mangiare di più. Dieta batte semaglutide»
Il biochimico Valter Longo torna a sfidare le convenzioni scientifiche con una dichiarazione che farà discutere: per perdere peso efficacemente bisogna mangiare di più, non meno. E la dieta mediterranea? Batte anche i farmaci dimagranti come il semaglutide.
Durante un recente intervento a Milano, il direttore del Longevity Institute dell’University of Southern California ha ribadito la sua posizione contro le restrizioni caloriche drastiche. “La maggior parte delle persone mangia troppo poco durante il giorno e poi si abbuffa la sera”, ha spiegato Longo. “Questo schema alimentare rallenta il metabolismo e porta all’accumulo di grasso.”
Il paradosso della restrizione calorica
Secondo il ricercatore, che da decenni studia il rapporto tra alimentazione e longevità, il problema non sta nella quantità assoluta di cibo ma nella sua distribuzione. Le sue ricerche indicano che digiunare durante il giorno e concentrare le calorie in un’unica finestra temporale serale può provocare una risposta metabolica controproducente. Il corpo entra in modalità di conservazione energetica, rendendo più difficile la perdita di peso.
Ma c’è di più. Longo sostiene che aumentare il numero di pasti equilibrati durante la giornata acceleri il metabolismo basale, favorendo così una perdita di peso più naturale e sostenibile nel tempo.
Mediterranea contro semaglutide
Il confronto con il semaglutide, il farmaco dimagrante che sta spopolando in tutto il mondo, non lascia spazio a dubbi nella visione di Longo. “La dieta mediterranea è più efficace sul lungo periodo”, ha affermato con decisione. While il semaglutide può garantire una perdita di peso rapida, spesso intorno al 15% del peso corporeo iniziale, gli effetti collaterali e il costo elevato rappresentano ostacoli significativi.
La dieta mediterranea, invece, offre benefici che vanno oltre il semplice dimagrimento. Riduce il rischio cardiovascolare, migliora la salute metabolica e non presenta controindicazioni. “Non si tratta solo di perdere chili”, ha precisato Longo. “Si tratta di guadagnare anni di vita in salute.”
Le evidenze scientifiche
I dati raccolti dal team di ricerca di Longo negli ultimi 15 anni mostrano che i soggetti che seguono un regime alimentare mediterraneo abbinato al digiuno intermittente perdono in media il 12% del peso corporeo in sei mesi. E mantengono questi risultati nel tempo, a differenza di chi utilizza soluzioni farmacologiche.
“Investire in educazione alimentare costa meno e funziona meglio di qualsiasi farmaco”, ha concluso il biochimico, lanciando un appello alle istituzioni sanitarie perché promuovano stili di vita sani piuttosto che soluzioni rapide ma potenzialmente rischiose.
