Fosforo bianco in Libano: accuse del NYT contro Israele
Il New York Times ha pubblicato un’inchiesta che accusa le forze armate israeliane di aver utilizzato fosforo bianco contro aree popolate del Libano meridionale durante le operazioni degli ultimi mesi. L’accusa, documentata attraverso analisi video e testimonianze sul campo, riapre il dibattito sull’uso di armi controverse nei conflitti contemporanei.
Le prove raccolte dal quotidiano americano
L’inchiesta del NYT si basa sull’analisi di filmati girati in almeno tre villaggi del sud del Libano tra ottobre e novembre. Le immagini mostrerebbero le caratteristiche esplosioni aeree del fosforo bianco, con la tipica pioggia di scintille bianche che ricadono al suolo. Il quotidiano ha fatto verificare il materiale da esperti di armamenti, che avrebbero confermato la compatibilità con munizioni al fosforo bianco di produzione israeliana.
Ma non solo video. Il Times ha raccolto anche testimonianze dirette di residenti che descrivono ustioni gravi e danni alle proprietà compatibili con l’esposizione a questa sostanza chimica incendiaria.
La smentita dell’IDF
L’esercito israeliano ha respinto con fermezza le accuse. In una nota ufficiale, l’IDF ha dichiarato di aver “agito in conformità del diritto internazionale in tutte le operazioni condotte sul territorio libanese”. Le forze armate hanno inoltre sottolineato che “ogni munizione utilizzata rispetta i protocolli stabiliti dalle convenzioni internazionali”.
Yet l’IDF non ha specificato se disponga effettivamente di munizioni al fosforo bianco nel proprio arsenale, né ha fornito dettagli sulle tipologie di armi impiegate nelle aree in questione.
Il quadro legale internazionale
Il fosforo bianco non è classificato come arma chimica dalle convenzioni internazionali, ma il suo uso è fortemente limitato. La Convenzione su certe armi convenzionali del 1980 ne proibisce l’impiego contro obiettivi civili o in aree densamente popolate. Può essere utilizzato legalmente per creare cortine fumogene o per illuminare zone di combattimento, ma solo in contesti strettamente militari.
So il punto chiave dell’inchiesta del NYT non è tanto l’uso in sé, quanto il contesto: zone abitate da civili.
Cosa succederà ora
L’inchiesta del New York Times probabilmente stimolerà nuove pressioni diplomatiche su Israele da parte delle organizzazioni per i diritti umani. Human Rights Watch e Amnesty International hanno già in passato sollevato preoccupazioni sull’uso di fosforo bianco da parte dell’IDF, sia in Libano che a Gaza. La questione potrebbe tornare all’attenzione del Consiglio per i diritti umani dell’ONU, che ha già aperto diverse indagini sulle operazioni militari israeliane nella regione.
