Meloni a Milano: ‘L’Italia del PNRR all’altezza del compito’ — 166 miliardi ricevuti, corsa per la decima rata entro giugno

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto martedì 27 maggio 2026 a Milano l’evento istituzionale ‘L’Italia del PNRR. Creare il modello, fare il bilancio, ridisegnare il futuro’, organizzato dalla Commissione europea presso l’Allianz MiCo. Il bilancio rivendicato dalla presidente del Consiglio è quello di un paese ‘all’altezza del compito’: 166 miliardi di euro ricevuti dall’Unione europea su un piano complessivo di 194,4 miliardi, 416 traguardi raggiunti su 614 totali, e una corsa per chiudere il cosiddetto ‘ultimo miglio’ entro giugno 2026 per assicurare il versamento della decima e ultima rata.

Le cifre rivendicate

Meloni ha aperto il suo intervento con i dati di esecuzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza al 27 maggio 2026. L’Italia ha ricevuto 166 miliardi di euro su 194,4 totali, una quota di assorbimento del 85,4%. Sul fronte dei traguardi, 416 sono stati formalmente certificati come raggiunti dai servizi della Commissione europea, su un totale di 614 — una quota del 67,8%. Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha precisato in una nota che ‘se non fossimo intervenuti tempestivamente sui correttivi del piano, non ci sarebbe la decima rata’ — un riferimento alla rinegoziazione dei target effettuata tra novembre 2024 e marzo 2025 con la Commissione.

L’ultimo miglio e i suoi rischi

La ‘corsa per l’ultimo miglio’ è la sfida politicamente più rischiosa che l’esecutivo Meloni deve affrontare nei prossimi dodici mesi. Restano da completare 198 traguardi, molti dei quali concentrati su tre aree: digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (dove l’avanzamento è significativamente inferiore alle attese), edilizia scolastica (con ritardi strutturali in diverse regioni del Mezzogiorno), e progetti di ricerca e innovazione. Il governo punta a chiudere il piano entro giugno 2026 con il massimo sforzo, mobilitando una struttura di missione presso Palazzo Chigi che dovrebbe operare in regime di sessione permanente fino a settembre.

L’attacco del Financial Times

L’autocelebrazione meloniana è stata però offuscata da un editoriale del Financial Times pubblicato mercoledì mattina, che ha denunciato una ‘crescita debole’ dell’economia italiana ‘nonostante 416 traguardi raggiunti’. Il quotidiano britannico ha messo in evidenza che, nonostante l’enorme afflusso di risorse europee, il PIL italiano è cresciuto in media solo dello 0,7% annuo tra il 2022 e il 2026, contro il 1,4% atteso al lancio del piano. Il FT ha argomentato che ‘una parte significativa dei fondi PNRR è stata assorbita in spese correnti riclassificate, piuttosto che in investimenti strutturali capaci di sollevare la produttività di lungo termine’.

La risposta del governo

Il ministro Foti ha replicato alle critiche del Financial Times definendole ‘una lettura tendenziosa e politicamente orientata’. In una nota ufficiale del Mef, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che ‘la crescita italiana del 2026 sarà compresa tra l’1,1% e l’1,3%, in linea con la media dell’Eurozona, e che gli effetti strutturali degli investimenti PNRR si manifesteranno pienamente solo nel triennio 2027-2029’. La narrazione governativa privilegia gli indicatori di output di breve termine (rate ricevute, traguardi formali) piuttosto che gli indicatori di outcome di lungo termine (produttività totale dei fattori, occupazione netta).

Meloni attacca Bruxelles

Parallelamente, la presidente del Consiglio ha aperto un secondo fronte con Bruxelles. Davanti all’assemblea annuale di Confindustria alla Nuvola dell’EUR a Roma martedì 26 maggio, Meloni ha attaccato l’Unione europea accusandola di ‘soffocare l’economia con regolamentazioni sbagliate’ e di non riconoscere ‘la specificità del sistema italiano’. La richiesta esplicita di flessibilità sui dispositivi di sostegno ai costi energetici delle imprese — un’area in cui Roma confronta da mesi una linea rigida della direzione generale concorrenza della Commissione — è attesa per una risposta formale di Bruxelles il 3 giugno.

Il piano Meloni-Fitto sulle spese energetiche

Su questo terreno specifico, Il Corriere ha rivelato mercoledì il contenuto di un piano elaborato tra Palazzo Chigi e l’ufficio dell’ex-Commissario europeo italiano Raffaele Fitto. Il pacchetto prevede tre componenti: (1) un’estensione retroattiva dell’aiuto alle imprese energivore già autorizzato a fine 2024; (2) una rinegoziazione dei termini del contributo italiano al bilancio europeo per il 2027-2029, condizionata al riconoscimento di costi energetici asimmetrici; (3) un meccanismo di compensazione dei costi indiretti delle emissioni nel settore manifatturiero. La trattativa con Bruxelles è considerata ‘complicata e stretta’ dai diplomatici italiani.

Le elezioni comunali e il quadro politico

Sul piano politico interno, le elezioni comunali del 25-26 maggio in 14 capoluoghi italiani hanno consegnato un quadro tutto sommato favorevole alla maggioranza di governo. Secondo l’analisi pubblicata da Città Nuova il 27 maggio, ‘il centro-sinistra in cerca di identità non sfonda nel voto locale’ mentre ‘il governo si stabilizza nel rappresentare ceti sociali consolidati nel Paese’. Su 14 ballottaggi attesi per il 9 e 10 giugno, FdI è in vantaggio in 8, mentre il PD guida solo in 3. I 5 Stelle, che alle europee 2024 erano dati per spacciati, hanno recuperato terreno in 2 capoluoghi del Mezzogiorno.

La geometria della maggioranza

La tenuta della coalizione di governo Fratelli d’Italia-Lega-Forza Italia è tuttavia messa alla prova da tensioni crescenti. Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia) ha espresso ‘distanza’ rispetto alla linea aggressiva di Meloni verso Bruxelles, preferendo un approccio di ‘dialogo costruttivo’. Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini (Lega) sta invece spingendo per un’accelerazione sulla riforma dell’autonomia differenziata — un dossier che divide profondamente l’elettorato meridionale di FdI. La tenuta della coalizione resta solida ma la geometria interna è in evoluzione.

La giornata parlamentare del 27 maggio

Sul fronte parlamentare, secondo il monitoraggio del Centro Studi Parlamentari Nomos, la giornata del 27 maggio ha visto la Commissione politiche dell’Ue esaminare la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea. La discussione è stata caratterizzata da un linguaggio sempre più assertivo da parte dei membri della maggioranza, in linea con la postura governativa anti-Bruxelles. L’opposizione PD-M5S ha contestato ‘un cambio di paradigma che rischia di isolare l’Italia in Europa proprio quando il paese ha bisogno di alleanze’.

Cosa attendersi nei prossimi giorni

Le prossime due settimane saranno cruciali per misurare la traiettoria politica del governo Meloni. Il 28 maggio si tiene a Bruxelles il Consiglio Competitività, dove la posizione italiana sul cosiddetto ‘EU Inc’ — la 28esima forma societaria europea — sarà calibrata sulla linea di flessibilità chiesta dall’esecutivo. Il 3 giugno è atteso il riscontro formale della Commissione sulle richieste italiane in materia di energia. Il 9 e 10 giugno si svolgono i ballottaggi delle comunali. E il 23-24 giugno è in programma l’attesissimo Consiglio europeo, in cui la postura aggressiva di Meloni nei confronti di Bruxelles troverà la prova più severa.

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