Papa Leone XIV: la pena di morte è inammissibile
Papa Leone XIV ha ribadito con forza la posizione della Chiesa cattolica contro la pena capitale, definendola “inammissibile” in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte. Il Pontefice ha espresso la sua contrarietà in un messaggio diffuso su X, sottolineando che la pena di morte “attenta all’inviolabilità e dignità della persona”. Leone XIV ha inoltre affermato che “il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi”.
Le tensioni con gli Stati Uniti
Le parole del Papa arrivano in un momento di particolare tensione con gli Stati Uniti, il Paese di cui Leone XIV è originario. Il Pentagono ha annunciato l’esecuzione in streaming di Nidal Hassan, una decisione che ha suscitato la dura reazione dei vescovi americani, che l’hanno definita una “barbarie”. Anche il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha giudicato la scelta del ministero della Guerra “inaccettabile” e “incomprensibile”.
Le distanze tra Santa Sede e Stati Uniti sono emerse più volte durante il pontificato di Leone XIV, il primo Papa nordamericano. Gli attacchi del presidente Donald Trump hanno spesso provocato risposte da parte di Robert Francis Prevost, sollecitate dalla stampa. Questo episodio segna una nuova frattura, con la Santa Sede schierata dalla parte dei vescovi americani, che in passato avevano già condannato il trattamento dei migranti e le violenze dell’Ice. Intanto, negli Stati Uniti, si attende una decisione sul caso di Christa Pike, una donna di 50 anni condannata nel 1995 per l’omicidio di una coetanea e sopravvissuta a due iniezioni letali. Dopo essere stata ricoverata per più di una settimana, è stata dimessa dall’ospedale e riportata in carcere, dove proseguirà le cure secondo i suoi avvocati.
