Due anni di Fico: come è stata smantellata l’architettura anticorruzione della Slovacchia
A due anni e mezzo dall’inizio del quarto mandato di Robert Fico come primo ministro slovacco, l’architettura istituzionale per la lotta alla corruzione edificata durante i governi Heger e Ódor (2020-2023) è stata in gran parte smantellata. La risoluzione del Parlamento europeo attesa ai voti a Strasburgo giovedì 21 maggio 2026 presenta un dettagliato elenco di contestazioni che, nel loro insieme, costituiscono uno degli atti d’accusa più gravi mai formulati nei confronti di uno Stato membro in materia di stato di diritto, paragonabile al lungo contenzioso con l’Ungheria.
L’abolizione dell’Ufficio del Procuratore Speciale
Il fulcro dell’agenda legislativa del primo anno del governo Fico è stata l’abolizione dell’Ufficio del Procuratore Speciale (USP), l’organo istituito nel 2004 per trattare i casi più delicati di corruzione e criminalità organizzata. L’USP, sotto la guida di successivi dirigenti tra cui il noto Daniel Lipšic, aveva costruito un portafoglio di indagini su figure vicine ai primi tre governi Fico. La modifica del codice penale del 2024 ha trasferito tali indagini agli uffici giudiziari ordinari, con l’effetto pratico, in molti casi, di archiviare i procedimenti o di ridurne significativamente le imputazioni. La Commissione europea e la commissione LIBE del Parlamento avevano entrambe sollevato preoccupazioni all’epoca, ma la legislazione è stata comunque approvata.
La ristrutturazione dell’Agenzia Nazionale Antimafia
L’Agenzia Nazionale Antimafia (NAKA), l’unità di polizia d’élite che si era distinta attraverso complesse indagini anticorruzione, è stata profondamente ristrutturata. Gli ufficiali di alto rango associati a procedimenti giudiziari di rilevanza pubblica sono stati riassegnati o hanno lasciato l’incarico, e l’autonomia operativa dell’unità è stata ridotta a favore di un maggiore coordinamento centrale. I critici sostengono che la ristrutturazione abbia eroso la capacità investigativa della NAKA proprio nel momento in cui veniva abolito l’Ufficio del Procuratore Speciale, infliggendo così un doppio colpo alla lotta istituzionale alla corruzione.
Nomine giudiziarie e riforma del Consiglio
Il Consiglio della Magistratura, l’organo costituzionale responsabile delle nomine e della disciplina dei giudici, è stato oggetto di due paralleli interventi di riforma. Il primo ha riguardato la composizione del consiglio, con modifiche volte ad alterare l’equilibrio tra membri di nomina giudiziaria e politica. Il secondo ha interessato il procedimento disciplinare, introducendo nuove norme che, secondo i critici, aprono la strada a interferenze politiche nei casi che coinvolgono giudici che abbiano emesso sentenze contrarie agli interessi del governo. La Commissione di Venezia è stata invitata a esprimere un parere su alcuni aspetti del pacchetto di riforme.
La restrizione del voto per corrispondenza
La riforma del 2025 delle procedure di voto per corrispondenza per gli slovacchi residenti all’estero figura tra le contestazioni più concrete citate nella proposta di risoluzione del Parlamento europeo. La nuova procedura impone requisiti documentali aggiuntivi e scadenze più brevi che, nella valutazione delle organizzazioni della società civile slovacca e del gruppo Renew Europe, ridurranno la partecipazione degli elettori della diaspora. La diaspora è stimata in oltre 300.000 aventi diritto al voto, storicamente con una forte propensione verso i partiti di opposizione. La riforma è destinata ad applicarsi già alle prossime elezioni politiche ed è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale.
L’Agenzia per i Pagamenti Agricoli
La risoluzione del Parlamento europeo segnala un presunto uso improprio dei fondi dell’UE attraverso l’Agenzia slovacca per i Pagamenti Agricoli, l’ente responsabile dell’erogazione dei pagamenti diretti e dei fondi per lo sviluppo rurale nell’ambito della Politica Agricola Comune. Deputati dell’opposizione e giornalisti d’inchiesta hanno pubblicato documentazione che indica assegnazioni irregolari, conflitti di interesse coinvolgenti beneficiari con legami politici e un indebolimento delle procedure di audit interno. La Procura europea (EPPO) ha confermato di avere indagini aperte collegate all’agenzia, pur senza commentare singoli casi.
Il significato del voto di giovedì
Un voto favorevole sulla risoluzione non comporterebbe, di per sé, alcuna misura vincolante da parte dell’UE. Il Parlamento può soltanto sollecitare la Commissione ad agire; la decisione di attivare il meccanismo di condizionalità dello stato di diritto, che consentirebbe il congelamento dei fondi europei, spetta al Collegio dei Commissari e in ultima istanza al Consiglio. Tuttavia, una chiara maggioranza in seduta plenaria a Strasburgo eserciterebbe una significativa pressione politica sulla Commissione affinché passi dalla fase di monitoraggio a quella dell’azione, e metterebbe Bratislava in guardia sul fatto che il dossier ha ormai preso forma a livello europeo. Il voto si terrà alle 12:00 ora dell’Europa centrale (CEST) di giovedì.
Fonti: missione conoscitiva della commissione LIBE del Parlamento europeo a Bratislava, 2025; Priorità plenarie di Renew Europe, 18-21 maggio 2026; pareri della Commissione di Venezia; Procura europea (EPPO); Corte Costituzionale della Repubblica Slovacca.
