Jacobs secondo uomo più veloce di sempre: la resurrezione del campione
Marcell Jacobs è tornato. E questa volta non si tratta di un semplice ritorno in pista: il velocista azzurro ha scritto una pagina di storia dell’atletica mondiale, fermando il cronometro su un tempo che lo colloca al secondo posto nella classifica degli uomini più veloci di sempre, alle spalle soltanto del leggendario Usain Bolt.
Il tempo che ha cambiato tutto
Jacobs ha corso i 100 metri in 9.85 secondi, un crono che pochi avrebbero osato pronosticare appena un anno fa, quando l’atleta sembrava sprofondato in un tunnel senza uscita fatto di infortuni, polemiche e prestazioni deludenti. Il record di Bolt — 9.58 secondi stabilito a Berlino nel 2009 — resta intoccabile, almeno per ora. But la distanza si è accorciata in modo significativo, e il mondo dell’atletica ha smesso di fare finta di niente.
Trentaquattro anni, origini texane, cresciuto a Desenzano del Garda: Jacobs non è mai stato un predestinato nel senso classico del termine. Ha iniziato nel salto in lungo, ha cambiato specialità relativamente tardi, e ha vinto l’oro olimpico a Tokyo 2021 come un fulmine a ciel sereno. Poi è arrivato il buio.
Due anni di inferno tra infortuni e critiche
Il 2022 e il 2023 sono stati durissimi. Problemi muscolari ricorrenti, un rapporto con l’allenatore Paolo Camossi messo più volte in discussione, e la sensazione — alimentata da certi ambienti — che quella medaglia d’oro fosse stata quasi un incidente. Yet Jacobs non ha mollato. Ha cambiato routine, ha lavorato sulla biomeccanica della partenza, ha ridotto il numero di gare per proteggere il fisico.
«Abbiamo ricostruito tutto da zero, con una pazienza che non tutti avrebbero avuto», ha dichiarato una fonte vicina allo staff tecnico della Federazione italiana di atletica leggera. «Jacobs sapeva cosa voleva. Bisognava solo dargli il tempo necessario.»
La resurrezione: cosa è cambiato davvero
Tre elementi hanno fatto la differenza. Primo: un nuovo programma di potenziamento muscolare sviluppato con un team di fisioterapisti tedeschi. Secondo: la riduzione dell’intensità degli allenamenti ad alta velocità nelle fasi di carico. Terzo — e forse più importante — un lavoro psicologico profondo, condotto con uno specialista dello sport mentale che Jacobs ha scelto di tenere lontano dai riflettori.
Still, nessuno si aspettava un tempo simile così presto.
Cosa succede adesso
La stagione è ancora aperta. Jacobs ha già annunciato che parteciperà ai prossimi Campionati Europei e non esclude ulteriori gare internazionali nelle prossime settimane. So la domanda che si fanno tutti è inevitabile: può avvicinarsi ancora al record di Bolt?
Difficile dirlo. But una cosa è certa: Marcell Jacobs non è più l’uomo che qualcuno aveva già scritto nella storia come meteora. È di nuovo qui, più forte di prima, e questa volta sembra che voglia restare a lungo.
