Stefano De Martino e il suo Sanremo ideale: meno canzoni e una serata Eurovision

Stefano De Martino ha le idee chiare su come vorrebbe trasformare il Festival di Sanremo. In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il conduttore napoletano — che ha conquistato il pubblico italiano con il suo stile disinvolto ad Affari Tuoi — si è sbilanciato su quello che potrebbe essere il suo format ideale per la kermesse musicale più seguita d’Italia.

Meno canzoni in gara, più spazio alla qualità

De Martino non gira intorno al punto: il numero di brani in competizione è troppo alto. «Con 30 canzoni diventa difficile per il pubblico orientarsi, seguire, affezionarsi», ha spiegato. E ha ragione, almeno stando ai dati d’ascolto delle ultime edizioni, dove le serate più lunghe — spesso oltre le due di notte — hanno registrato cali significativi di share nella fascia finale. Ridurre i big in gara a 20, o addirittura a 18, è un’idea che circola da anni negli uffici Rai ma che nessuno ha ancora avuto il coraggio di realizzare.

Yet De Martino sembra disposto a farlo. E questo, in un contesto dove Sanremo muove oltre 200 milioni di euro di indotto economico solo per la città di Sanremo, non è una dichiarazione banale.

La serata Eurovision: un’idea concreta

Ma è sulla proposta della serata dedicata all’Eurovision Song Contest che il conduttore ha detto qualcosa di davvero nuovo. L’idea è semplice: dedicare una delle cinque serate a una sorta di mini-competizione interna per decidere chi rappresenterà l’Italia all’Eurovision. Non più una scelta calata dall’alto o affidata al televoto finale, ma una vera e propria gara nella gara.

«Sarebbe un modo per dare all’Eurovision il peso che merita», ha detto De Martino. E in effetti, l’Italia — che pure fa parte del gruppo dei Big Five, i paesi fondatori che accedono automaticamente alla finale — ha spesso mandato a Torino, Liverpool o Malmö artisti che sembravano scelti quasi per caso.

Più internazionalità sul palco dell’Ariston

L’altra grande ambizione di De Martino è aprire Sanremo al mondo. Ospiti internazionali di primo piano, collaborazioni tra artisti italiani e stranieri, forse qualche performance in inglese o in lingua mista. «Sanremo deve parlare all’Europa, non solo all’Italia», ha sintetizzato.

Un funzionario Rai vicino alla produzione, che ha preferito non essere citato per nome, ha confermato che «l’internazionalizzazione del Festival è una delle priorità strategiche per i prossimi anni».

E adesso?

De Martino non ha confermato né smentito una sua candidatura ufficiale alla conduzione del Festival 2026. Ma è chiaro che il terreno si sta preparando. Still, tra il dire e il fare — come sanno bene i veterani del teatro Ariston — c’è sempre di mezzo il mare.

Il prossimo Festival di Sanremo si terrà a febbraio 2026. I nomi sul tavolo della Rai ci sono già. E quello di Stefano De Martino, a questo punto, è difficile ignorarlo.

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