Vannacci e Alemanno, il patto del maialino: cena, brindisi e «A noi»
Una cena, un maialino arrosto e un «A noi» finale. Roberto Vannacci e Gianni Alemanno hanno siglato la loro alleanza politica con un rituale che ha fatto subito discutere, ripreso dalle telecamere del Corriere TV e diventato virale nel giro di poche ore.
La serata e il simbolismo del maialino
L’incontro si è tenuto in un ristorante romano, con una tavolata ristretta e un’atmosfera tutt’altro che sobria. Al centro della scena, un maialino da latte — portata scelta non a caso, secondo chi era presente, come simbolo del patto stretto tra i due. Vannacci, europarlamentare eletto con la Lega e già noto per il suo libro controverso, e Alemanno, ex sindaco di Roma ed ex ministro, hanno brindato davanti alle telecamere con una solennità quasi teatrale.
E non finisce qui. I due avrebbero letto ad alta voce un codice etico che, secondo le immagini diffuse, richiamava esplicitamente formule medievali. Un gesto di rottura con il politichese moderno, o forse una trovata scenografica studiata a tavolino. Difficile dirlo con certezza.
Il «A noi» che non passa inosservato
A chiudere la serata, un «A noi» pronunciato in coro. Tre parole che in Italia hanno un peso storico ben preciso, direttamente legato alla tradizione fascista. Non è la prima volta che Alemanno — condannato in via definitiva nel 2019 per corruzione — usa quel saluto senza farsi troppi scrupoli. But stavolta il contesto è diverso: accanto a lui c’è un militare, un generale in pensione eletto al Parlamento europeo, che raccoglie un consenso trasversale e che molti guardano con attenzione come possibile outsider del centrodestra.
Vannacci ha raccolto oltre 500.000 preferenze alle europee del giugno 2024. Un numero che pesa.
La reazione politica
Le opposizioni non hanno perso tempo. «Immagini che parlano da sole», ha commentato un esponente del Partito Democratico, preferendo non aggiungere altro. Yet il silenzio della Lega è forse più eloquente di qualsiasi dichiarazione: nessun commento ufficiale da via Bellerio fino a tarda sera.
Salvini e Vannacci hanno avuto un rapporto altalenante fin dall’inizio. Il generale è stato accolto come star alle europee e poi progressivamente messo ai margini delle dinamiche interne al partito. So un avvicinamento ad Alemanno — figura fuori dai partiti tradizionali, attiva in ambienti di destra radicale — suona come una mossa di autonomia, forse anche un segnale di insofferenza.
Cosa succede adesso
Resta da capire se questo «patto del maialino» sia l’inizio di un progetto politico strutturato o solo una serata conviviale gonfiata dai social. Alemanno nelle ultime settimane ha parlato di un nuovo soggetto politico che aggreghi «i delusi della destra». Vannacci non ha smentito né confermato.
Quel che è certo è che le immagini girate quella sera continueranno a circolare. E in politica, le immagini contano quasi quanto i voti.
