Caldo torrido in Francia: 40 morti per annegamento dal 18 giugno

Il bilancio è pesante e continua ad aggravarsi. Dall’inizio dell’ondata di caldo torrido in Francia, il 18 giugno scorso, almeno 40 persone hanno perso la vita per annegamento. Un numero che ha spinto le autorità ad alzare il livello di allerta in tutto il Paese, con appelli urgenti alla prudenza rivolti soprattutto alle famiglie con bambini.

Un’estate già segnata dalle tragedie

Quaranta morti in poco più di due settimane. Non è soltanto una statistica: dietro ogni numero c’è una storia, una famiglia distrutta, una vacanza trasformata in lutto. Le vittime si sono concentrate soprattutto nei fiumi e nei laghi, dove molti si sono tuffati per sfuggire al caldo soffocante, spesso sottovalutando i rischi delle correnti o della profondità dell’acqua. I più giovani sono tra le vittime più colpite, con diversi casi che riguardano adolescenti e bambini.

Le temperature hanno toccato punte di 38-40 gradi in molte regioni, dal Sud-Ovest alla Valle della Loira, fino alla Borgogna. Ondate di calore che in Francia non si vedevano con questa intensità da diversi anni.

Le autorità lanciano l’allarme

«Chiediamo a tutti di non avvicinarsi ad acque non sorvegliate, specialmente nelle ore più calde della giornata», ha dichiarato un portavoce del Ministero dell’Interno francese. «Il rischio è reale e lo stiamo vedendo ogni giorno.»

Ma gli appelli sembrano fare fatica ad arrivare ovunque. Ancora nel fine settimana scorso si sono registrati nuovi episodi drammatici, con interventi dei vigili del fuoco e dei soccorritori del SDIS — il Servizio Dipartimentale d’Incendio e Soccorso — in diverse aree del Paese. Solo nella giornata di sabato, le squadre di salvataggio hanno effettuato oltre 200 interventi legati ad attività acquatiche.

Il caldo come moltiplicatore di rischi

Non è solo una questione di imprudenza individuale. Gli esperti spiegano che il caldo estremo altera la percezione del pericolo e stanca rapidamente il corpo, anche quello di nuotatori esperti. L’acqua dei fiumi, poi, è spesso più fredda di quanto ci si aspetti in superficie: lo shock termico può causare blocchi muscolari improvvisi.

E ancora: molti degli specchi d’acqua frequentati in questi giorni non sono sorvegliati, privi di bagnini e di segnaletica adeguata.

Il governo ha già stanziato risorse aggiuntive per rafforzare i controlli sulle rive dei principali corsi d’acqua, ma i chilometri da coprire sono enormi rispetto al personale disponibile.

Cosa succederà nelle prossime settimane

Le previsioni meteorologiche non promettono sollievo. Meteo France prevede temperature ancora elevate almeno fino alla fine di luglio, con possibili nuove ondate di calore tra agosto e settembre. Se il trend dovesse continuare, il bilancio delle vittime per annegamento rischia di superare quello degli anni peggiori dell’ultimo decennio. Le prossime settimane saranno decisive — e le autorità lo sanno bene.

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