Prezzi pazzi del turismo estivo: in tenda tra i trulli costa 238mila euro

Duecentotrentottomila euro. Per dormire in una tenda. In mezzo ai trulli della Valle d’Itria, in Puglia, per sette notti ad agosto. Non è uno scherzo, né un refuso. È quello che alcuni portali di prenotazione mostrano agli utenti che cercano sistemazioni low-cost per l’estate 2025. E la cosa, ovviamente, ha fatto il giro del web in poche ore.

I prezzi che nessuno riesce a spiegare

La segnalazione è arrivata da un utente di Bari che stava cercando un glamping — uno di quei campeggi di lusso dove si dorme in tenda attrezzata — nella zona di Alberobello e dintorni. Sul sito compariva un prezzo di 238.000 euro a settimana per due persone. La struttura, contattata successivamente, ha parlato di un «errore tecnico del sistema di gestione delle tariffe dinamiche». Ma il problema, dicono gli esperti del settore, è che questi errori stanno diventando sempre più frequenti. E non sempre si tratta davvero di sbagli.

I prezzi del turismo estivo in Puglia hanno raggiunto livelli che fino a qualche anno fa sarebbero sembrati fantascienza.

Il meccanismo dei prezzi dinamici fuori controllo

Dietro ai numeri assurdi c’è spesso lo stesso meccanismo: gli algoritmi di dynamic pricing, quelli usati da piattaforme come Airbnb o Booking, moltiplicano le tariffe in base alla domanda. E ad agosto, in Puglia, la domanda è altissima. Così un algoritmo mal calibrato può trasformare una tenda da 80 euro a notte in qualcosa di irraggiungibile. «Le piattaforme devono introdurre dei tetti massimi ai prezzi», ha dichiarato un funzionario di Federturismo, «altrimenti si danneggia l’immagine dell’intera destinazione turistica».

Ma non c’è solo il caso estremo dei 238mila euro. Anche scorrendo annunci più normali, le cifre sono comunque fuori scala. Un monolocale nella zona di Ostuni ad agosto parte da 400 euro a notte. Una masseria con piscina può superare i 2.000 euro. Anche gli agriturismi più semplici chiedono cifre che un tempo erano riservate a hotel a cinque stelle.

I turisti cambiano rotta, ma non tutti possono

Il risultato? Una parte dei vacanzieri italiani ha già rinunciato alla Puglia e sta guardando altrove — Calabria, Basilicata, persino Albania e Grecia costano meno. Yet c’è chi non ha alternative: famiglie che prenotano con anticipo, coppie che avevano già organizzato tutto. E che alla fine pagano, stringendo i denti.

Still, qualcosa potrebbe cambiare. Il Ministero del Turismo ha annunciato che entro l’autunno valuterà misure per regolamentare i prezzi degli affitti brevi nelle aree ad alta tensione turistica. Se e quando arriveranno, è ancora tutto da vedere. Per questa estate, intanto, chi voleva dormire tra i trulli farà meglio ad aver prenotato già a gennaio — o ad aver messo da parte qualche centinaio di migliaia di euro.

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